Regione Lazio, Alessio D’Amato attacca Rocca: “Prestito da 80mila euro garantito dallo Stato, il governatore chiarisca”
Un prestito personale da 80mila euro, ottenuto nel settembre 2023 dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e assistito da una garanzia pubblica: è questa la vicenda che accende lo scontro politico alla Pisana, sede della Regione Lazio. A sollevare il caso è Alessio D’Amato, consigliere regionale di Azione, che annuncia un’interrogazione e chiede al governatore di riferire davanti all’Aula. Un finanziamento concesso dalla banca presieduta da Mauro Masi.
La garanzia dello Stato al centro dello scontro
Il punto non è soltanto l’esistenza del prestito. Il nodo riguarda la garanzia dello Stato collegata all’operazione. Secondo Alessio D’Amato, nella pratica bancaria compare il riferimento alle esigenze di liquidità connesse agli effetti economici prodotti dalla guerra in Ucraina.
D’Amato sostiene che il finanziamento sarebbe stato garantito attraverso il “Fondo Tcf Ucraina”, misura pubblica nata per sostenere attività colpite dalla crisi economica. Una circostanza sulla quale, per Azione, Rocca deve dare risposte nette.
D’Amato prepara l’interrogazione
L’attacco dell’ex assessore regionale alla Sanità è diretto. D’Amato parla di un presidente che inaugurerebbe la stagione del fondo di garanzia “a sua insaputa” e annuncia un’interrogazione formale. Il consigliere chiede come sia possibile che Rocca dichiari di non conoscere la presenza della garanzia pubblica legata a un finanziamento personale. Per l’opposizione, la vicenda non può restare confinata in una disputa mediatica: serve un chiarimento istituzionale, con documenti e risposte davanti al Consiglio regionale.
Il governatore chiamato a rispondere
Al momento, nelle fonti pubbliche consultate, non emerge una replica di Rocca alle contestazioni sollevate – via spcial – da D’Amato. Ma il caso è ormai politico. Il presidente della Regione dovrà chiarire la natura del prestito, le condizioni della garanzia e soprattutto quando ne abbia avuto conoscenza. Non si tratta, allo stato, di affermare irregolarità accertate: il punto è la trasparenza richiesta a chi guida una Regione. E su un finanziamento personale assistito da garanzia statale, il silenzio rischia di diventare il problema principale.