Roma, FdI apre a Calenda, ma il centrodestra è ancora senza un candidato sindaco anti-Gualtieri: alleati in pressing

A sinistra, Calenda, a destra Arianna Meloni

Contenuti dell'articolo

Fratelli d’Italia apre alla possibilità di puntare su Carlo Calenda per la corsa al Campidoglio, ma il centrodestra romano resta ancora senza un candidato ufficiale da contrapporre a Roberto Gualtieri. L’ipotesi è emersa dopo una riunione nella sede nazionale di FdI, ventilata dalla stampa, alla quale avrebbe partecipato anche Arianna Meloni. La novità scuote una coalizione che, a meno di un anno dal voto, non ha ancora trovato una sintesi.

La Lega aveva già messo sul tavolo Rinaldi

Il vuoto sul candidato non nasce oggi. La Lega aveva provato a rompere gli indugi già il 23 gennaio scorso, indicando l’economista ed ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi come possibile sfidante di Gualtieri. Una proposta presentata come concreta, da discutere con gli alleati, ma mai trasformata nella candidatura unitaria del centrodestra. A marzo, il segretario regionale leghista Davide Bordoni aveva nuovamente chiesto tempi certi, avvertendo che arrivare tardi sarebbe stato un errore già visto.

Poi il pressing di Noi Moderati: “Serve un tavolo subito”

Dopo la Lega, anche Noi Moderati ha alzato la voce. L’8 maggio, durante l’assemblea dedicata a Roma 2027, Maurizio Lupi ha chiesto di riunire subito parlamentari, consiglieri comunali e regionali del centrodestra per discutere programma e candidato. Marco Di Stefano ha indicato FdI, primo partito della coalizione, come la forza chiamata ad aprire la partita. Marco Perissa aveva risposto annunciando un confronto imminente e un atto condiviso per il Campidoglio. Ma, fino ad oggi, il nome unitario non è arrivato.

Calenda, la carta moderata che divide gli alleati

L’apertura a Calenda cambia lo schema politico. Il leader di Azione rappresenterebbe un profilo capace di parlare all’elettorato moderato e riformista, ma la sua eventuale candidatura avrebbe un prezzo: archiviare, almeno di fatto, la proposta avanzata dalla Lega. C’è poi un altro ostacolo: a febbraio Calenda aveva bollato come “fantascienza” l’ipotesi di una sua corsa sostenuta dal centrodestra, negando contatti sulla candidatura. Al momento, dunque, sul tavolo c’è una disponibilità attribuita a FdI, non l’assenso del diretto interessato.

Il centrodestra insegue, Gualtieri resta il bersaglio

Il nodo politico è ormai evidente: mentre la coalizione discute ancora di nomi, Roma entra progressivamente in clima elettorale. Mobilità, sicurezza, rifiuti, decoro, periferie e gestione delle grandi opere saranno i terreni sui quali il centrodestra proverà ad attaccare Gualtieri. Ma senza un candidato riconoscibile, la battaglia rischia di partire con il freno tirato. Prima la Lega, poi Noi Moderati, hanno chiesto di accelerare. FdI ora muove una pedina pesante, ma la domanda resta la stessa: chi guiderà davvero la sfida per il Campidoglio?