Roma, elezioni 2027, dopo la Lega anche Noi Moderati in pressing su FdI: “Servono candidato e programma anti-Gualtieri”
La campagna per le elezioni amministrativo di Roma 2027 non è ancora ufficiale, ma politicamente è già cominciata: il centrodestra romano, dopo mesi di attesa e schermaglie sotterranee, prova a ri-mettere in moto la macchina contro Roberto Gualtieri. La seconda scossa all’interno del centrodestra arriva da Noi Moderati che ha riunito a Roma l’assemblea “Verso Roma 2027” e ha chiesto l’apertura immediata di un tavolo di coalizione su candidato sindaco, programma e metodo. L’evento si è svolto l’8 maggio al Rome Marriott Park Hotel, con un titolo già chiarissimo: la Capitale torna al centro della strategia nazionale del centrodestra.
Noi Moderati pressa: “Discutiamo subito di programmi”
Il messaggio politico di Noi Moderati è stato diretto: non si può arrivare tardi, come spesso accaduto nelle grandi città. Maurizio Lupi ha chiesto (principalmente a FdI) un confronto immediato con parlamentari romani, consiglieri comunali e regionali, puntando prima sui contenuti e poi sul nome.
È una mossa da partito piccolo ma non marginale: Noi Moderati prova a ritagliarsi un ruolo nella costruzione della coalizione e, soprattutto, a impedire che la scelta del candidato venga calata dall’alto all’ultimo momento. Marco Di Stefano, coordinatore regionale del partito, ha ricordato che “un anno passa velocemente” e ha indicato Fratelli d’Italia come forza chiamata ad aprire la discussione sul profilo giusto.
FdI risponde: tavolo in arrivo, ma prima i contenuti
La replica di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere. Marco Perissa, coordinatore romano del partito, ha accolto l’invito e annunciato che “a breve” ci sarà un confronto con tutti i partiti del centrodestra. FdI sta lavorando a un “atto condiviso per il Campidoglio” da mettere sul tavolo nelle prossime settimane. Tradotto: il partito della premier rivendica la centralità nella coalizione, ma non vuole dare l’impressione di decidere da solo. Perissa ha però fissato una priorità politica: prima capire cosa non va nella città, poi discutere dei nomi.
Il nodo vero resta il candidato sindaco
Il punto più delicato resta quello che nessuno può aggirare: chi sfiderà Gualtieri? Del resto già la Lega, a gennaio scorso, aveva provato a rompere gli indugi proponendo Antonio Maria Rinaldi, economista ed ex europarlamentare, come possibile candidato sindaco. Una candidatura di alto profilo utile a Salvini per segnare il campo, ma non ancora diventata sintesi della coalizione.
Il centrodestra cerca una linea, Gualtieri resta il bersaglio
Certo che la sfida a Gualtieri non può essere costruita solo sul nome. A Roma pesano dossier concreti: mobilità, rifiuti, casa, sicurezza, decoro, grandi opere, poteri speciali e gestione del Giubileo. Il centrodestra sa che per competere deve offrire un racconto alternativo della città, non limitarsi alla somma delle critiche. Sullo sfondo c’è anche la riforma di Roma Capitale, approvata in prima lettura alla Camera il 29 aprile con la maggioranza compatta e il Pd astenuto: un passaggio che ha già trasformato i poteri della Capitale in terreno di battaglia politica nazionale.
La partita è appena iniziata, ma il tempo stringe
Il dato politico è questo: il centrodestra prova a ri-darsi una tabella di marcia visibile verso Roma 2027. Noi Moderati spinge per non perdere tempo, esattamente come aveva già provato a fare la Lega qualche mese fa, senza essere ascoltata. FdI ora – finalmente – sembra voler accettare il tavolo ma vuole tenere la regia.
Gualtieri, intanto, resta il bersaglio naturale di una coalizione che vuole trasformare il voto comunale in un referendum sulla gestione della Capitale. La vera domanda, però, è ancora senza risposta: il centrodestra riuscirà a trovare un candidato competitivo e un programma serio e ficcante prima che la campagna elettorale entri nel vivo?