Rientro a scuola, manca un docente su tre. Valeva la pena?

Si rientra a scuola, ma per soli due giorni. Oggi e domani, prima di iniziare le vacanze di Pasqua. Certo, tutti vogliamo la didattica in presenza. E c’è piena consapevolezza che il ritorno tra i banchi sia essenziale per la formazione e la socializzazione dei nostri figli. Ma la domanda è, per un periodo così breve valeva veramente la pena? Non era meglio rivedersi direttamente dopo Pasqua. come faranno le scuole superiori (con capienza ridotta al 50%)? A peggiorare il quadro poi, ci si è messa anche la situazione dei docenti. Infatti molti non rientreranno, per una percentuale che si aggira attorno al 30%. Utilizzando la 104, o i congedi straordinari. O perché si trovano in altre Regioni, o ancora in quanto coinvolti nella campagna di vaccinazione. Una situazione pesante, che sta mettendo a dura prova le capacità organizzative dei presidi. Che in qualche modo devono garantire la continuità didattica e la riapertura degli Istituti. Senza nemmeno poter mischiare le classi, in caso di assenza dei maestri. Per le normative vigenti anti covid. Tanto che in alcuni comuni come Rieti e Terracina, i sindaci hanno firmato delle loro ordinanze. Per stare con le scuole chiuse fino a Pasqua. Scelta che anche la Regione non si è sentita di drammatizzare.

Perché riaprire le scuole e tenere chiuse le attività commerciali? Governo confuso

L’Assopresidi, siamo in grande difficoltà perché a scuola da oggi alle vacanze di Pasqua mancano i docenti

«Le scuole stanno facendo fatica ad organizzarsi – spiega la vicepresidente dell’AssoPresidi Cristina Costarelli – Molti docenti sono fuori Regione, altri sono coinvolti nella vaccinazione. Si riaprirà con un personale ridotto». Ma vediamola la situazione nel dettaglio. All’Istituto comprensivo Consoli i docenti già segnati assenti sono 14, al Fontanile Anagnino il numero sale a 21. E la soglia in moltissimi Istituti comprensivi della Capitale viaggia tra le 15 e 22 defezioni. C’è il Nino Rota che dovrà aprire facendo a meno di 15 insegnati. E la stessa situazione attanaglia il Pio La Torre a Torrevecchia e l’Istituto Via Poseidone a Torre Angela. Assenze anche all’Istituto comprensivo Donatello e via Tiburtina Antica. «Che ci sarebbero state delle defezioni me lo aspettavo», commenta la preside dell’Istituto comprensivo Artemisia Gentileschi. Dove i docenti che non si presenteranno a scuola saranno 20. «Spero che il numero oggi non aumenti – prosegue – Saremo costretti ad adottare soluzione creative, andrò sicuramente anch’io in classe e per fortuna alcuni docenti mi hanno dato già la disponibilità a un doppio orario. Ma si capisce che questo non va bene”.

E dopo la reprimenda del direttore dell’Ufficio regionale scolastico Rocco Pinneri le conclusioni spettano al presidente di AssoPresidi Claudio Rusconi.«Mancheranno centinaia e centinaia di docenti – ha dichiarato sconsolato il capo dei presidi di Roma e del Lazio. Ma anche collaboratori scolastici. Lanciamo un appello ai medici di famiglia nell’essere scrupolosi nel rilascio dei certificati. Se poi questa mattina arrivano altri permessi in forza della 104 i presidi non potranno fare nulla. I ragazzini non possono essere smistati in altre classi per i limiti imposti dal Covid e la situazione ricadrà solo sulle famiglie e sugli alunni che pur stando a scuola non faranno lezione».

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/scuola_lazio_zona_arancione_professori_mancano_aula_studenti_cosa_succede_news-5864326.html

 

Per approfondire