Rifiuti, i dati che inguaiano la Raggi: “Negli ultimi anni la differenziata è crollata”
“La Capitale ancora immersa dai rifiuti con una situazione insostenibile che si sta traducendo in un’emergenza sanitaria. Il disastro grillino, come se non bastassero i cumuli di immondizia per le strade, è certificato anche dai dati dell’Ispra sulla raccolta differenziata che doveva essere il punto di forza dell’Amministrazione 5 Stelle e che invece negli ultimi due anni ha visto addirittura una diminuzione. Sono gli effetti dell’assenza di programmazione, di interventi disorganizzati come la scelta di destinare ad alcuni quartieri lo stradale insieme alla mancanza attivazione di un ciclo virtuoso nell’impiantistica. Anche sui rifiuti il fallimento totale della sindaca Raggi”.E’ quanto dichiara in una nota Andrea De Priamo, capogruppo di Fdi in Campidoglio.
Domani in Campidoglio il consiglio straordinario sui rifiuti
“Domani in Campidoglio si svolgerà il consiglio straordinario sui rifiuti.L’ultimo rapporto Ispra certifica i dati in percentuale della raccolta differenziata.Nel 2020 la raccolta differenziata nella Capitale scende al 43.8% e torna ai livelli del 2018. Il dato è particolarmente significativo se confrontato con il resto della Regione che senza Roma sarebbe al 60%.Numeri che certificano il fallimento dell’amministrazione Raggi”.Così in una nota il capogruppo del PD capitolino Giulio Pelonzi.
A Roma c’è la Tari più alta d’Italia
“L’assenza di coraggio e di programmazione – aggiunge – hanno portato al progressivo declino di AMA che in cinque anni ha avuto tre bilanci e piano industriale non approvati ed otto amministratori cambiati.La transizione ecologica a Roma resta un miraggio. L’autosufficienza nello smaltimento non è un obiettivo di questa Giunta che preferisce far pagare ai romani 200 mil anno per portare fuori i rifiuti contribuendo ad aumentare l’inquinamento da gasolio e polveri sottili.Per sostenere questi costi la Tari è destinata ad aumentare e già è la più alta d’Italia. Auspichiamo – conclude – la presenza al consiglio dei sindaci di tutti i comuni virtuosi della provincia di Roma costretti a pagare le inefficienze della Sindaca”.
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