Rita De Crescenzo su Netflix, ma la docuserie sulla sua vita divide l’Italia: la Tiktoker tra polemiche ed eccessi

Rita De Crescenzo

Rita De Crescenzo ce l’ha fatta. Anzi, è andata persino oltre quello che probabilmente immaginava. Sognava di girare un film con Christian De Sica. Adesso sarà la sua vita a diventare un prodotto televisivo, con una docuserie destinata a Netflix, prodotta da Banijay.

La notizia, anticipata dal settimanale Chi, è stata confermata dalla stessa De Crescenzo sui social. «Quando un sogno diventa realtà, non resta che accendere i riflettori. Prossimamente… Rita De Crescenzo su Netflix», ha scritto su Instagram. E i riflettori, questa volta, saranno parecchi.

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Rita De Crescenzo, dalla rete a Netflix

Per ora non sono stati resi pubblici titolo, numero degli episodi e data di uscita della docuserie. Le informazioni disponibili indicano però che il progetto, prodotto da Banijay, sarà dedicato alla vita e alla quotidianità della tiktoker napoletana. La conferma è arrivata direttamente dalla protagonista, dopo l’anticipazione di Chi.  Ed è difficile pensare a un personaggio più adatto, nel bene e nel male, a raccontare la trasformazione dell’Italia televisiva nell’epoca dei social. Perché Rita De Crescenzo non è diventata famosa in televisione. È stata la televisione, negli ultimi anni, ad andare a cercarla dopo che il suo nome era esploso su TikTok. E i numeri spiegano parecchio.

La sua popolarità è cresciuta attraverso video, dirette, balletti, tormentoni e una comunicazione volutamente sopra le righe. Oggi il suo seguito su TikTok è nell’ordine dei 2 milioni di follower, un pubblico che l’ha trasformata da personaggio dei social a presenza fissa nell’intrattenimento televisivo e negli eventi. 

Poi è arrivato Roccaraso. All’inizio del 2025, i suoi contenuti contribuirono ad attirare migliaia di persone verso la località abruzzese, dando vita a quello che è diventato uno dei casi più discussi di overtourism degli ultimi anni in Italia. Da quel momento il fenomeno De Crescenzo ha smesso definitivamente di essere soltanto una faccenda da smartphone. È arrivata la televisione. Sono arrivate le ospitate. È arrivata una popolarità nazionale. E adesso arriva Netflix.

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Dalla storia personale alle polemiche fino alla docuserie

Il materiale narrativo, del resto, non manca. De Crescenzo ha raccontato pubblicamente una vita segnata da un’infanzia difficile, abusi, dipendenze e maternità in giovanissima età. Nel 2025, ospite di Belve, aveva parlato anche dei suoi problemi con droga e psicofarmaci e della successiva fase di riscatto. 

Ha avuto il primo figlio a 13 anni e ha raccontato di aver attraversato una lunga fase di dipendenza. Sono vicende personali che appartengono alla sua storia e che lei stessa ha scelto di portare davanti alle telecamere. Ma accanto alla parte più drammatica c’è quella che ha trasformato Rita De Crescenzo in un fenomeno mediatico. Le provocazioni. Le dirette. Le frasi diventate tormentoni. Le polemiche. La capacità di trasformare praticamente qualsiasi episodio della propria vita in contenuto. Persino l’arresto del figlio.

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Dalla scimmietta di Sharm alle polemiche

L’ultimo caso è quello della scimmietta acquistata durante un viaggio a Sharm el-Sheikh. La vicenda ha provocato una nuova ondata di discussioni. Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha presentato un esposto chiedendo accertamenti alla Procura di Napoli, al ministero dell’Ambiente, ai Carabinieri del servizio Cites e all’ambasciata italiana al Cairo. La questione ha quindi superato ancora una volta il confine dei social. E questo è probabilmente il punto centrale per capire perché una piattaforma come Netflix possa essere interessata alla sua storia. Ma Netflix vuole raccontare il fenomeno o alimentarlo?

Perché raccontare un personaggio controverso è una cosa. Trasformarlo in protagonista di una docuserie è un’altra. Netflix lo ha già fatto con personaggi capaci di generare discussione e pubblico. Il caso più recente è quello di Fabrizio Corona, protagonista della docuserie Io sono notizia, arrivata sulla piattaforma nel gennaio 2026. Netflix l’ha presentata come un racconto capace di attraversare gossip, social, potere e contraddizioni della società italiana. 

La logica è semplice: se un personaggio divide, incuriosisce e porta pubblico, il suo valore televisivo può essere enorme. Ed è proprio qui che la vicenda De Crescenzo diventa interessante anche al di là della protagonista. Perché la domanda non è soltanto se Rita De Crescenzo meriti o non meriti una docuserie. La domanda è: che cosa ci dice di noi il fatto che una persona con una popolarità costruita quasi interamente sui social sia diventata abbastanza interessante da meritare una produzione Netflix?