Ritorna in auge la truffa dello specchietto: e denunciare non serve… (video)

truffa dello specchietto

La vecchia truffa dello specchietto. La ha riproposto La vita in diretta su RaiUno, girando anche un breve video esplicativo. Sono anni che si parla di questa truffa, meglio sarebbe chiamarla raggiro o anche intimidazione e minacce. Di cosa si tratta? Il meccanismo è semplice ma anche ben collaudato. Innanzitutto due o più delinquenti prendono di mira un automobilista, meglio se anziano o donna. Poi provocano un rumore sulla fiancata dell’automobile, e poi inseguono e fermano la persona presa di mira dicendo che l’ha urtato e gli ha rotto lo specchietto, facendo vedere ovviamente il danno, provocato in precedenza. In genere, spiazzato, l’autista accetta di rifondere il danno, convinto che sia stato lui.

Una truffa da 30mila euro al mese

Cento, duecento euro. Tutto pur di non affrontare la trafila burocratica delle assicurazioni, che poi dopo ogni incidente aumentano la classe di due volte, e non di una, mentre se poi si ha un anno senza incidenti, riscende soltanto di una. Un’altro dei privilegi delle assicurazioni italiane, che ormai sono un cartello che agisce in condizioni di monopolio. E’ anche per questo se la gente non denuncia, per evitare il sensibile danno economico causato dalle condizioni-capestro delle assicurazioni. Ma c’è dell’altro: spesso i due mascalzoni sono giovani e minacciosi, e una persona anziana o una donna si sente intimidita e in pericolo e acconsente a dargli i soldi, anche perché è convinta di essere responsabile.

E le forze dell’ordine?

Dicono che bisogna denunciare, facile a dirsi: ma poi le forze dell’ordine a loro volta scoraggiano. Lei lo potrebbe riconoscere? C’erano testimoni? Lo sa che se lo riconosce e poi non è lui, rischia una denuncia a sua volta? Testimoni ovviamente non ce ne sono mai, perché le truffe avvengono in luoghi poco frequentati. Poi è possibile che i delinquenti abbiano persone che giurino che erano da un’altra parte, quand’anche fossero presi e messi a confronto, cosa a cui crediamo poco. E poi cosa rischiano? Pochi mesi, e comunque non la galera. Infine, la stragrande maggioranza delle vittime non denuncia: si vergogna. Solo a Roma, il giro d’affari è sui 30mila euro al mese.

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