Roma, 19 alberi morti a Villa Ada e 3 in agonia su 22, i cittadini:”Erano stati piantati 2 anni fa”. Il verde di Gualtieri torna sotto accusa

Roma, gli alberi morti a villa Ada

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Roma, diciannove dei 22 giovani alberi messi a dimora nel 2024 attorno al laghetto superiore di Villa Ada sarebbero ormai morti e gli altri tre in agonia: una nuova fotografia impietosa del verde romano che riaccende le contestazioni sulla gestione targata Gualtieri-Alfonsi. A denunciarlo è l’Osservatorio Sherwood Villa Ada, che accompagna la segnalazione social con fotografie e sostiene di non aver visto una regolare irrigazione delle piante. La stessa denuncia è rintracciabile sui canali social dell’osservatorio.

Villa Ada, 22 alberi e un risultato che pesa

Gli alberelli erano stati collocati nel luglio 2024, dopo la rimozione delle acacie di Costantinopoli presenti nell’area. Oggi l’osservatorio parla di 19 esemplari “morti” e tre fortemente compromessi. Il caldo eccezionale e settimane senza pioggia sono un fattore reale, ma il caso pone inevitabilmente una domanda politica: piantare molto basta, se poi una parte del nuovo verde non supera i primi anni?

Il Campidoglio risponde con 67.640 piantagioni

La maggioranza replica con i grandi numeri. Il Bilancio Arboreo ufficiale certifica tra il 2021 e il 2025 67.640 piantagioni e 29.842 abbattimenti, con un saldo aritmetico positivo di 37.798 alberi. È il dato su cui il centrosinistra ha costruito anche la campagna social “Piantiamola con le bugie”.

Il numero è ufficiale e va riconosciuto. Ma dice quanti alberi sono stati messi a dimora, non risolve da solo il problema dell’attecchimento, dell’irrigazione e della manutenzione dei singoli esemplari. È proprio su questo terreno che le immagini diffuse dai cittadini continuano a mettere in difficoltà la narrazione del Campidoglio.

Da Piazza Risorgimento alle piante secche nei quartieri

Villa Ada non arriva nel vuoto. Nelle ultime settimane il caso di Piazza Risorgimento è finito anche sulla CNN, alimentando le polemiche sulle piazze riqualificate con poco verde e poca ombra. E il problema delle piante sofferenti non è stato negato neppure da Roma Capitale: il 17 luglio il Dipartimento Tutela Ambientale ha annunciato nella piazza potature e la sostituzione di 11 alberature in vaso.

Nel frattempo sono arrivate segnalazioni anche da Piazza Vittorio, Villa Borghese e altre zone della città; in alcuni casi cittadini sono stati fotografati mentre cercavano di salvare le piante utilizzando l’acqua dei nasoni.

Abbattimenti, l’altro fronte che non si chiude

E mentre una parte dei nuovi alberi fatica a sopravvivere, resta aperto il fronte opposto: quello degli abbattimenti. Il dato dello stesso Campidoglio parla di quasi 30mila alberi rimossi nel quadriennio 2021-2025. L’amministrazione sostiene che le eliminazioni riguardino esemplari pericolosi o compromessi e rivendica controlli più intensi e nuove piantumazioni. Le associazioni e le opposizioni contestano invece da tempo modalità, trasparenza e proporzione di alcuni interventi.

E sugli alberi è arrivata anche la Procura

Il livello dello scontro ha già superato quello politico. Nel marzo 2025 è emerso che la Procura di Roma aveva avviato accertamenti sulla gestione del verde e sugli appalti nelle ville storiche, dopo un esposto del consigliere Fabrizio Santori. L’inchiesta, affidata al procuratore aggiunto Giovanni Conzo e al pm Mario Dovinola, puntava a verificare anche l’ipotesi di abbattimenti superiori al necessario.

Questo non significa che Gualtieri o Alfonsi siano personalmente indagati, né che la vicenda dei 19 alberi di Villa Ada faccia parte di quell’inchiesta. Ma politicamente il cortocircuito resta: il Campidoglio rivendica decine di migliaia di nuove piantagioni, mentre fotografie, proteste, piante secche e contestazioni sugli abbattimenti continuano ad accumularsi.

Per Gualtieri, insomma, la battaglia del verde non si vince più con il numero degli alberi piantati. La vera prova è farli vivere.