Roma, 2 milioni di mutuo solo per togliere l’amianto dal tetto dell’ex cinema Apollo: “Ok” della Giunta Gualtieri
Roma, la Giunta Capitolina ha approvato il 27 agosto scorso un nuovo ricorso a un mutuo da 2,015 milioni di euro per rimuovere la copertura in cemento-amianto dell’ex cinema Apollo, all’Esquilino. La decisione è contenuta nella delibera n. 273, votata all’unanimità durante una seduta presieduta dall’assessore Giuseppe Battaglia. Il sindaco Roberto Gualtieri non risultava presente.
Il mutuo scritto nero su bianco
Il documento non lascia spazio a interpretazioni: l’intera spesa sarà finanziata attraverso un mutuo. Un milione è previsto nel 2027, altri 115mila euro serviranno per direzione lavori e collaudo, mentre i restanti 900mila euro sono collocati nel 2028. Il finanziamento non risulta ancora materialmente contratto: la delibera approva il progetto proprio per attivare le procedure necessarie all’accensione.
Due milioni, ma non per riaprire il cinema
La somma non servirà a restituire subito l’Apollo agli spettatori. Il progetto finanzia la rimozione della copertura in amianto già incapsulata, la sua sostituzione provvisoria e il risanamento delle infiltrazioni che hanno danneggiato anche gli immobili confinanti. I lavori e la sicurezza valgono circa 1,4 milioni; il resto comprende IVA, imprevisti, verifiche, incentivi e servizi tecnici. La trasformazione in centro culturale resta ancora fuori dal finanziamento.
Un progetto trascinato dal 2020
C’è poi un dettaglio che ridimensiona il racconto del nuovo rilancio: l’intervento porta il codice PT20200712 e compare nella programmazione comunale fin dal 2020, prima dell’insediamento di Gualtieri.
Negli anni è stato rinviato e riproposto con importi diversi, fino agli attuali 2,015 milioni. La Giunta può rivendicare l’approvazione del progetto, ma non presentarlo come un’idea nata interamente durante questo mandato.
Dai mercati a via Veneto
Il mutuo per l’ex cinema Apollo si aggiunge a una lista sempre più lunga. Il Nuovo 7 Colli ha già documentato quasi 26,9 milioni di stanziamenti a debito collegati al rilancio dei mercati rionali. Dentro ci sono Metronio, via Sannio, Colli Albani, via Orvieto, Niccolini, Tor Sapienza e Vespri Siciliani. Per almeno 1,4 milioni sono stati rintracciati anche gli atti nominativi di concessione dei prestiti da parte di Cassa depositi e prestiti.
La Capitale costruita a rate
A questi interventi si aggiungono i 4,5 milioni di mutuo destinati alla riqualificazione di via Veneto e numerose altre opere inserite nei piani comunali sotto la voce “accensione di prestiti”. Il ricorso al debito non è illegittimo e può finanziare investimenti utili. Ma la comunicazione politica racconta quasi sempre i cantieri e molto più raramente le rate che resteranno nei bilanci successivi.
Rate rinviate, nuovo debito in arrivo
Il paradosso emerge dalla stessa politica finanziaria del Campidoglio. Ad aprile la Giunta ha rinviato al 2028 circa 52,8 milioni di rate dei mutui in scadenza tra il 2026 e il 2027. L’operazione alleggerisce i conti nell’immediato, ma comporta oltre 14,6 milioni di interessi aggiuntivi. Mentre Roma sposta in avanti le vecchie rate, continua quindi a programmare nuovi finanziamenti. I cantieri arriveranno; il conto resterà ai romani.