Roma 2027, “Gualtieri ha fatto solo maquillage, servivano opere vere”: Schiuma (FdI) lancia la sfida per il Campidoglio


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Fabio Schiuma (FdI) mette nel mirino l’amministrazione Gualtieri e apre dai quartieri il percorso verso le elezioni comunali del 2027, accusando il Campidoglio di non aver sfruttato fino in fondo la stagione straordinaria di Giubileo e PNRR per lasciare a Roma quelle opere strutturali che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, avrebbero potuto cambiare davvero la città.

Schiuma parte da Prati e Balduina

Il messaggio politico arriva dopo tre appuntamenti concentrati in due giorni. Prima l’incontro culturale di Casale Caletto dedicato a memoria e valori civili, poi il salto sul terreno della politica con le prime due tappe territoriali a Prati e Balduina.

È qui che Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia ed ex vicepresidente del Consiglio comunale, comincia a costruire il suo percorso verso Roma 2027. Al centro ci sono i quartieri, i problemi quotidiani e soprattutto il bilancio politico dell’attuale amministrazione.

“Giubileo e PNRR, occasione persa”

È proprio su questo punto che Schiuma alza i toni contro il sindaco. Roma ha effettivamente potuto contare negli ultimi anni su finanziamenti straordinari collegati al Giubileo 2025 e al PNRR, con numerosi interventi infrastrutturali finanziati attraverso i diversi programmi nazionali e commissariali.

Ma la lettura politica di Schiuma è netta: “Dal Sindaco solo un maquillage, quando Roma aveva bisogno di opere strutturali”.

E l’esponente di FdI mette sul tavolo il suo elenco: chiusura dell’anello ferroviario, parcheggi di scambio, interventi sui sottoservizi, manutenzione delle strade, gestione delle piogge, collegamenti tra periferie e nuova impiantistica per i rifiuti.

Il bersaglio è il modello Gualtieri

Non è soltanto una contestazione delle singole opere. Schiuma punta direttamente al modello amministrativo del Campidoglio, sostenendo che una disponibilità eccezionale di risorse avrebbe dovuto produrre una trasformazione più profonda della Capitale.

Gli atti pubblici mostrano del resto quanto Giubileo e PNRR abbiano inciso sulla programmazione romana: soltanto per il nuovo deposito tranviario di Centro Carni risultano, ad esempio, 70 milioni provenienti da fondi PNRR e 30,67 milioni da risorse giubilari, ai quali si sono poi aggiunte ulteriori risorse di Roma Capitale.

Il punto politico posto da Schiuma è un altro: capire cosa rimarrà alla città quando la stagione dei finanziamenti straordinari sarà definitivamente alle spalle.

Non soltanto protesta: la sfida per il 2027

Ed è qui che il percorso cambia passo. Schiuma non vuole costruire la sua iniziativa soltanto sulla protesta contro Gualtieri.

“Una politica che sa soltanto indicare ciò che non funziona è una politica incompleta”, sostiene, indicando come obiettivo quello di affiancare a ogni critica una proposta concreta.

Prati e Balduina diventano così soltanto l’inizio di una serie di incontri nei quartieri. Dopo gli alberi, la malamovida, le strade, i trasporti e le infrastrutture, la sfida dichiarata è trasformare i problemi della città in un programma alternativo.

Il vero terreno dello scontro verso il 2027, insomma, sembra già delinearsi: non soltanto stabilire cosa abbia funzionato o meno durante gli anni di Gualtieri, ma convincere i romani su cosa fare dopo.