Roma 2027 parte da Spin Time: Rampelli porta in Parlamento la sfida a Gualtieri: “No alla regolarizzazione di ex occupanti abusivi”
La sfida politica per il Campidoglio del 2027 passa già da Spin Time: mentre Roberto Gualtieri continua a tenere aperta la strada dell’acquisto pubblico dell’ex palazzo Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme, Fabio Rampelli porta in Parlamento una norma nazionale che punta a impedire che l’acquisizione di un immobile precedentemente occupato abusivamente possa trasformarsi in una regolarizzazione degli ex occupanti. E lo fa proprio mentre il suo nome resta tra quelli indicati nel centrodestra per la candidatura a sindaco di Roma.
Rampelli porta Spin Time in Parlamento
Il vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento al decreto sulla Pubblica amministrazione partendo da un principio netto: «Stop a qualsiasi forma di regolarizzazione o corsia preferenziale per chi occupa abusivamente immobili privati».
Rampelli ha spiegato che, secondo la modifica proposta, se un Comune o un altro ente pubblico acquista un edificio precedentemente occupato abusivamente, quell’acquisto non dovrebbe consentire la regolarizzazione dell’occupazione. Dal suo staff arriva però una precisazione importante: non sarebbe una norma costruita esclusivamente su Spin Time, ma una disposizione destinata a valere su scala nazionale.
La strada scelta da Gualtieri
Il collegamento politico con Roma resta però evidente. Dopo l’incendio che a fine luglio ha imposto l’evacuazione dello stabile, il Campidoglio aveva messo sul tavolo l’ipotesi di acquistare Spin Time, accompagnandola inizialmente con un accordo ponte che avrebbe dovuto consentire lavori di messa in sicurezza e un rientro graduale di una parte delle persone ospitate.
La proprietà, Investire Sgr, ha respinto l’accordo ponte e il rientro temporaneo, pur lasciando aperta la possibilità di una vendita a valori di mercato. Roma Capitale ha successivamente continuato a lavorare sulla valutazione economica dell’immobile, chiedendo di accelerare la stima necessaria per capire se e a quali condizioni l’operazione possa essere concretamente realizzata.
Una norma che può cambiare il finale
È qui che la mossa di Rampelli acquista peso politico. L’emendamento non è ancora legge e quindi, oggi, non blocca né l’acquisto di Spin Time né le decisioni future del Campidoglio. Ma se il principio proposto venisse approvato nella formulazione annunciata, introdurrebbe un vincolo destinato a incidere proprio sul passaggio più delicato: il rapporto tra acquisizione pubblica dell’immobile e posizione di chi lo aveva precedentemente occupato.
In altre parole, l’acquisto dello stabile e la possibilità di assegnarlo agli ex occupanti diventerebbero due questioni nettamente separate. Ed è su questa linea che Rampelli costruisce la sua contrapposizione alla strategia seguita finora dall’amministrazione Gualtieri.
Spin Time pesa già sulle casse capitoline
Intanto l’emergenza ha già prodotto spese documentate. Sul portale degli appalti di Roma Capitale risultano, tra le altre voci, 32.400 euro oltre Iva per un massimo di 3.600 pasti, 139.400 euro per l’ospitalità diffusa e un impegno di 39.901,32 euro Iva inclusa per i servizi di portierato alla Palazzina Terenzi, utilizzata nell’ambito delle sistemazioni predisposte dopo l’evacuazione.
Sono costi puntuali, non il conto complessivo della vicenda. E proprio per questo la partita economica resta aperta: alle spese dell’emergenza potrebbero aggiungersi quelle di un eventuale acquisto e della successiva riqualificazione del grande edificio.
Sullo sfondo c’è già Roma 2027
Poi c’è la politica. Gualtieri ha già annunciato la propria ricandidatura. Il centrodestra, invece, non ha ancora ufficializzato il suo sfidante. Rampelli è però uno dei nomi indicati nelle ricostruzioni delle ultime ore insieme a Roberta Angelilli e Luciano Ciocchetti. Nessuna investitura, dunque, ma un’ipotesi politica ormai esplicita.
Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi ha definito Rampelli «un’autorevole figura di questa città», precisando contemporaneamente che il partito sta ancora ragionando sulla scelta del candidato. È il confine da non oltrepassare: Rampelli non è oggi il candidato ufficiale, ma il suo nome è dentro la partita.
Il primo grande terreno di scontro
Ed è proprio questo a trasformare Spin Time da emergenza abitativa a possibile anticipazione della campagna elettorale romana. Da una parte Gualtieri, che ha scelto di perseguire l’acquisizione pubblica dell’immobile e di trovare soluzioni per le persone evacuate. Dall’altra Rampelli, che tenta di fissare per legge un principio nazionale: l’acquisto pubblico di un edificio occupato non deve tradursi automaticamente in una corsia preferenziale per chi lo occupava.
La norma deve ancora superare il Parlamento, l’acquisto di Spin Time deve ancora essere definito e il centrodestra deve ancora scegliere il candidato sindaco. Ma i tre fili cominciano già a intrecciarsi.