Roma, 30 milioni di mutuo per rifare l’asfalto: la Giunta approva il ‘Piano strade’ per i municipi

Strade di Roma, foto generata con AI

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Roma prova a chiudere la stagione delle buche con un’altra cambiale sul futuro: la Giunta Gualtieri il 12 marzo scorso ha dato il via libera tecnico a un piano da 30 milioni di euro, tutto finanziato con mutuo, per la manutenzione straordinaria delle strade municipali. Il nodo politico, però, non è solo l’asfalto. È il metodo. Perché mentre si promette di intervenire tra fine 2026 e inizio 2027, ma il conto vero rischia di restare sulle spalle dei romani per molto più tempo.

Il sì della Giunta (senza Gualtieri) e la macchina amministrativa

A votare la delibera sul mutuo da 30 milioni è stata una Giunta presieduta dalla vicesindaca Silvia Scozzese, con 9 componenti presenti al momento del via libera: Scozzese, Sabrina Alfonsi, Giuseppe Battaglia, Barbara Funari, Claudia Pratelli, Monica Lucarelli, Massimiliano Smeriglio, Eugenio Patanè, Ornella Segnalini, Eugenio Patanè e Ornella Segnalini. Assenti al voto risultano invece Roberto Gualtieri, Alessandro Onorato, Maurizio Veloccia e Andrea Tobia Zevi.

Trenta milioni, ma non tutti per il cantiere

La cifra è alta e racconta già da sola la dimensione dell’operazione. Una parte consistente andrà ai lavori, un’altra servirà a coprire il complesso apparato di costi che accompagna ogni intervento pubblico: Iva, imprevisti, spese tecniche, incentivi, accertamenti. Tutto previsto, tutto formalmente legittimo. Ma il punto politico resta intatto: Roma non finanzia queste opere con margini propri. Sceglie di ricorrere a soldi presi a prestito anche per una manutenzione che tocca la vita quotidiana.

La normalizzazione del debito

Ed è qui che la vicenda smette di essere solo amministrazione e diventa racconto politico. Perché è vero che la manutenzione straordinaria può essere trattata come investimento. Ma fuori dal linguaggio tecnico resta una domanda molto semplice: è normale che una città come Roma debba indebitarsi per rimettere in sesto le sue strade? Il rischio è che il mutuo diventi la risposta ordinaria a problemi ordinari. E che il debito venga vissuto come una leva senza controindicazioni.

Il precedente dei conti già in affanno

Questo nuovo passaggio, poi, pesa di più perché arriva dentro una cornice già delicata. I numeri preliminari del pre-bilancio capitolino avevano già segnalato un aumento del ricorso ai mutui e una forte sofferenza della parte più libera dei conti. Dentro questo scenario, altri 30 milioni non sono una pratica isolata. Sono un segnale. Dicono che il Campidoglio continua a usare il debito come strumento di governo, mentre gli spazi di manovra ordinari restano stretti.

La città da riparare senza ipotecare il futuro

Nessuno discute che Roma abbia bisogno di strade più sicure e meno dissestate. Il punto, però, è un altro: una capitale non può permettersi di inseguire sempre l’emergenza, né può affidarsi con troppa disinvoltura alla scorciatoia dell’indebitamento. La manutenzione dovrebbe essere programmazione, non una corsa a prestito. Perché l’asfalto si rifà in pochi mesi. Le rate, invece, accompagnano i cittadini per anni. E alla lunga raccontano più della toppa che della buca.