Roma, 37 grandi opere PNRR e 154 milioni appesi al 30 giugno: Giunta Gualtieri sotto pressione
A Roma restano 37 interventi PNRR da portare a chiusura per circa 154 milioni di euro. Il tempo è poco: entro il 30 giugno in Campidoglio deve arrivare alla certificazione di chiusura dei lavori, passaggio decisivo per non mettere a rischio i ristori, ossia i soldi pubblici per la realizzazione di tali opere. Il programma complessivo vale oltre 1,1 miliardi: 253 interventi risultano avviati o conclusi, per una spesa già arrivata a circa 991 milioni. Ma l’ultimazione delle ultime 37 opere è ancora a rischio, secondo la relazione della Commissione speciale PNRR presieduta dal consigliere capitolino Giovanni Caudo (Roma Futura).
Il male romano dei rallentamenti
Il problema non è solo aprire i cantieri, ma chiuderli entro il 30 giugno. Roma conosce bene questa ‘malattia’: lavori che partono, tempi che si allungano, carte che rincorrono le opere, opere che rincorrono le scadenze. Stavolta però non c’è molto margine. Il sindaco Roberto Gualtieri, che è anche commissario straordinario per il Giubileo, si trova davanti a una prova politica concreta: trasformare i fondi europei in servizi visibili, non in annunci da conferenza stampa.
Cantieri aperti, risultati ancora da verificare
Il dato più delicato è un altro: gli interventi conclusi sono 91, mentre 162 risultano ancora in corso. Significa che la macchina capitolina non ha ancora tagliato tutti i traguardi. E con il 30 giugno così vicino, il rischio è che l’amministrazione arrivi alla scadenza con molte procedure formalmente in movimento, ma con una città ancora piena di cantieri, transenne e promesse sospese.
Tram, Tor Bella Monaca e servizi: la partita vera
Dentro questo pacchetto ci sono opere che toccano la vita quotidiana: linee tram, ciclabili, bus elettrici, interventi sociali, riqualificazioni urbane, turismo digitale, Torre dei Conti e Tor Bella Monaca. Non sono voci di bilancio: sono pezzi di città. Per questo il Campidoglio non può limitarsi a dire che la percentuale di attuazione è alta. Deve spiegare quali opere saranno davvero utilizzabili, quali slittano e quali rischiano di diventare il simbolo dell’ennesima occasione mancata.
La rendicontazione non salva la politica
È vero: per la rendicontazione definitiva c’è tempo fino a giugno 2027. Ma la prima scadenza resta quella decisiva sul piano politico e amministrativo. Secondo le ricostruzioni più recenti, il calendario prevede altri passaggi: specifiche aggiuntive entro metà luglio, collaudi entro fine 2026 e rendicontazione finale nel 2027. Ma ai cittadini interessa una domanda semplice: quei soldi stanno producendo opere utili oppure solo fascicoli ben compilati?
Gualtieri ora deve cambiare passo
Gualtieri si gioca credibilità amministrativa e peso politico: dopo Giubileo, PNRR e grandi cantieri, Roma non può permettersi un racconto fatto di risultati incompleti. La Capitale ha bisogno di opere finite, servizi attivi e tempi rispettati. Altrimenti quei 154 milioni rimasti diventeranno il conto politico dei ritardi.