Roma, 4 pini secolari abbattuti per far spazio alla ‘nuova’ piazza, Giannini (Lega): «Riqualificare significa per forza tagliare?»

Le foto pubblicate da Giannini (Lega)

Contenuti dell'articolo

Roma, quattro grandi pini sono stati abbattuti a piazza Monteleone di Spoleto, al Fleming, perché ritenuti incompatibili con il progetto di riqualificazione della piazza. Ed è proprio su questa scelta che Daniele Giannini, consigliere capitolino in quota Lega, torna ora all’attacco sui social, chiedendo se per questa amministrazione riqualificare significhi necessariamente sacrificare gli alberi già esistenti.

La nuova denuncia parte da Instagram

Stavolta Giannini non impugna la telecamera per uno dei suoi ormai abituali sopralluoghi, ma affida l’affondo a una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram. Sullo sfondo compare il progetto di piazza Monteleone di Spoleto e il consigliere pone una serie di domande: quei quattro pini costituivano davvero una minaccia per la riqualificazione? Oppure potevano diventare parte integrante del nuovo spazio verde?

Per Giannini si tratta di un’“occasione persa” e, anche davanti alla prospettiva di nuove piantumazioni, sottolinea quanto tempo servirà prima di riavere alberi maturi capaci di offrire ombra e benefici paragonabili a quelli rimossi.

Una piazza da 3 milioni di euro

Il progetto non è marginale. Roma lo presenta come la trasformazione di piazza Monteleone di Spoleto in una vera “oasi urbana”, con mercato rinnovato, spazi per socialità ed eventi e una forte componente vegetale. Per l’intervento sono stati stanziati 200mila euro per la progettazione e 2,8 milioni per i lavori, per un totale di 3 milioni di euro. La progettazione è stata effettuata nel 2024, il progetto esecutivo approvato nel 2025 e il cantiere è partito nel luglio 2026.

I pini erano malati? Il punto che fa discutere

Ed è qui che la vicenda diventa meno semplice. La prima relazione agronomica, datata 29 aprile, aveva definito “sufficienti” le condizioni di salute dei quattro pini. Ma li aveva contemporaneamente giudicati fortemente interferenti con il progetto: scavi, sottoservizi, pavimentazioni e nuove strutture avrebbero potuto compromettere gli apparati radicali e, successivamente, la stabilità delle piante. In altre parole, il nodo non sarebbe stato soltanto lo stato degli alberi, ma soprattutto la loro compatibilità con il nuovo disegno della piazza.

Il Municipio difende la scelta, ma il caso arriva in Campidoglio

Il presidente del Municipio XV Daniele Torquati ha difeso l’iter sostenendo che il progetto abbia ottenuto tutti i pareri necessari, compreso quello della Soprintendenza, e annunciando 13 nuovi alberi al posto dei pini eliminati. Ma il caso ha assunto anche una dimensione politica interna al centrosinistra: dal Campidoglio sarebbe filtrata forte irritazione per l’abbattimento e il sindaco Roberto Gualtieri avrebbe auspicato di riuscire a conservarne almeno due.

Da Villa Ada alle ciclabili: la lunga serie di video-denunce

Per Giannini, però, piazza Monteleone è soltanto l’ultimo capitolo. Negli ultimi mesi Il Nuovo 7 Colli ha raccontato una lunga sequenza di sue denunce sul territorio: dalle ciclabili appena realizzate ma contestate per l’accessibilità, al nuovo varco di Villa Ada e agli alberi abbattuti, fino agli alberi secchi e al caldo di piazza Risorgimento, alla discussa ciclabile di Monteverde, al nuovo parco giochi del Pineto trasformato secondo la sua denuncia in un acquitrino, per arrivare alle 61 bottiglie raccolte a Boccea appena pochi giorni fa.

Quattro alberi diventano un caso politico

È questa continuità a trasformare anche i quattro pini del Fleming in qualcosa di più di una disputa locale. Giannini ha costruito negli ultimi mesi una vera campagna social fatta di immagini, sopralluoghi e provocazioni sui temi del verde, delle opere pubbliche e del degrado urbano. A piazza Monteleone di Spoleto il punto, adesso, resta sotto gli occhi di tutti: la riqualificazione andrà avanti e nuovi alberi arriveranno, ma i quattro grandi pini che per oltre settant’anni avevano accompagnato la vita della piazza non ci sono più. E proprio su quella assenza Giannini prova ora a costruire la sua nuova battaglia politica.