Roma, Boccea sommersa di birre, Giannini (Lega) ne raccoglie 61: «Municipio e Campidoglio dove sono?». La nuova video-denuncia
Sessantuno bottiglie di birra abbandonate in una piccola area di Boccea diventano l’ultima fotografia del degrado denunciato da Daniele Giannini e un nuovo conto politico presentato al XIII Municipio e alla Giunta Gualtieri. Il consigliere torna a impugnare il telefonino e a documentare ciò che, sostiene, resta dopo i bivacchi notturni: vetri, rifiuti, puzza di birra scaldata dal sole e odore di bisogni fisiologici.
Boccea, 61 bottiglie in pochi metri
Nel video pubblicato sui propri canali social Giannini raccoglie una dopo l’altra le bottiglie lasciate sul posto e alla fine arriva a contarne 61. Non in un’intera strada o in un grande parco, ma – sottolinea nella denuncia – in uno spazio relativamente ristretto.
Il punto politico è proprio questo: una bottiglia può essere il gesto incivile di una persona, 61 diventano per Giannini il segnale di un problema che si ripete e che nessuno riesce a fermare. Il risultato, denuncia, sarebbe un pezzo di quartiere utilizzato di notte per bivaccare e lasciato la mattina nelle mani dei residenti.
Nel mirino il XIII Municipio di Sabrina Giuseppetti
Boccea ricade nel XIII Municipio Aurelio, oggi presieduto da Sabrina Giuseppetti. È quindi anche all’amministrazione municipale che Giannini presenta il conto della sua video-denuncia. Il sito ufficiale di Roma Capitale conferma Giuseppetti alla presidenza e indica, all’interno della sua Giunta, anche una delega specifica alle Politiche dell’Ambiente e del Decoro urbano, affidata all’assessora Cinzia Giardini.
Ed è proprio sul decoro che il filmato diventa politicamente scomodo: se in pochi metri è possibile raccogliere decine di bottiglie e trovare un’area impregnata, secondo la denuncia, dagli effetti dei bivacchi notturni, la domanda di Giannini è dove siano la presenza e il controllo del territorio da parte delle istituzioni locali.
Giuseppetti e Gualtieri, il centrosinistra governa a entrambi i livelli
L’attacco non si ferma però a via Aurelia 470, sede del Municipio. Giannini allarga il bersaglio fino al Campidoglio e alla Giunta di Roberto Gualtieri. Nel Consiglio del XIII Municipio siedono, tra gli altri, dieci esponenti del Partito Democratico e due della Lista Civica Gualtieri Sindaco, oltre alle altre forze politiche presenti nell’assemblea municipale.
Sul piano istituzionale, naturalmente, la responsabilità dei comportamenti incivili resta di chi li compie e le competenze sull’ordine pubblico non appartengono esclusivamente a Municipio e Campidoglio. Ma la questione sollevata politicamente da Giannini riguarda altro: pulizia, manutenzione, prevenzione del degrado e capacità delle amministrazioni di intercettare problemi che, secondo la sua denuncia, diventano cronici.
Giannini torna a mettere la telecamera dove fa male
Non è la prima volta. La cifra politica di Giannini è diventata proprio questa: andare sul posto, filmare e trasformare piccole e grandi criticità urbane in casi politici. Negli ultimi mesi ha acceso i riflettori su alberi, ciclabili, manutenzione e opere pubbliche, costruendo una sequenza di video-denunce contro quella che considera la distanza tra la Roma raccontata dall’amministrazione e quella vissuta ogni giorno nei quartieri.
A Boccea, stavolta, non servono grandi dossier. Bastano 61 bottiglie.
Sessantuno pezzi di vetro che, nella denuncia di Giannini, diventano la cartolina di una periferia dove qualcuno può bivaccare, bere e lasciare tutto a terra mentre la mattina dopo sono i cittadini a ritrovarsi degrado e cattivi odori.
Ed è qui che l’affondo diventa più pesante: se il XIII Municipio di Sabrina Giuseppetti governa il territorio e Gualtieri governa Roma, chi deve accorgersi che un pezzo di Boccea sta diventando una latrina a cielo aperto?
La domanda lanciata da Giannini resta lì, insieme alle immagini. E il mucchio delle 61 bottiglie raccolte rischia di pesare politicamente molto più del vetro di cui è composto.