Roma, la mamma di Desirée sul risarcimento: “A noi solo 75mila €. Il gioielliere Roggero condannato a pagare molto di più. Farò ricorso”
Roma, il Tribunale ha riconosciuto alla famiglia di Desirée Mariottini appena 75mila euro complessivi di indennizzo e la madre della sedicenne uccisa a San Lorenzo nel 2018 esplode a mezzo stampa, mettendo sul tavolo un confronto destinato a far discutere: il gioielliere Mario Roggero è stato condannato a versare circa 480mila euro di provvisionali ai familiari dei due rapinatori che uccise e al complice rimasto ferito. La differenza è di circa 405mila euro: la seconda cifra è 6,4 volte la prima.
La lettera della mamma: «Profondamente ingiusto»
È Barbara Mariottini a riaprire una delle ferite più profonde della cronaca nera romana con una lettera inviata all’agenzia Adnkronos. «Non credo esista risarcimento che possa compensare l’omicidio di una figlia, soprattutto nelle modalità in cui è avvenuto», scrive la madre di Desirée.
Poi arriva il passaggio più duro: «Trovo profondamente ingiusto che sia stata fatta una valutazione diversa tra l’omicidio di una ragazza e quanto avvenuto, ad esempio, nella vicenda del gioielliere, per il quale alle famiglie viene riconosciuto un risarcimento esagerato».
Da 900mila euro richiesti a soli 75mila
I numeri spiegano la rabbia. I familiari avevano chiesto allo Stato circa 900mila euro. Il Tribunale civile di Roma ha respinto quella richiesta, stabilendo che resta l’indennizzo previsto attraverso il Fondo del Viminale: 25mila euro per la violenza sessuale e 50mila per l’omicidio, 75mila euro complessivi, da dividere tra i familiari aventi diritto. Rispetto ai 900mila richiesti mancano 825mila euro: oltre il 91% della somma domandata.
Il punto giuridico è decisivo: il Tribunale distingue il risarcimento del danno dall’indennizzo pubblico dovuto quando chi dovrebbe pagare è incapiente. Per questo il paragone con Roggero, pur potentissimo sul piano umano e mediatico, mette a confronto somme nate da meccanismi giuridici differenti. Ma è proprio su questa distanza che la madre costruisce la propria denuncia.
Desirée, il delitto che sconvolse Roma
Il nome di Desirée Mariottini riporta Roma all’ottobre del 2018. Aveva appena 16 anni quando venne trovata senza vita il 19 ottobre in un immobile abbandonato di via dei Lucani, a San Lorenzo. Un caso che scosse la Capitale e diventò rapidamente una vicenda di cronaca nazionale. Per la sua morte sono stati processati quattro uomini, accusati a vario titolo di omicidio, violenza sessuale, cessione di droga e morte come conseguenza di altro reato. Le condanne definitive vanno dai 18 anni all’ergastolo.
Ma per la famiglia la condanna penale non ha chiuso il conto. Uno dei responsabili, Yousef Salia, è risultato incapiente e i familiari si sono così rivolti allo Stato, facendo leva sulla disciplina europea relativa alle vittime dei reati violenti. È su questo fronte che è arrivata la decisione civile romana oggi contestata.
Il confronto che brucia: 75mila contro 480mila
Ed è qui che la lettera diventa una stilettata. Settantacinquemila euro complessivi per la famiglia di Desirée; circa 480mila euro di provvisionali nel caso Roggero. Sono 405mila euro di distanza. Nel caso del gioielliere piemontese, va precisato, la somma riguarda più parti civili: i familiari dei due uomini uccisi e il terzo rapinatore rimasto ferito. A luglio la Cassazione ha reso definitiva anche la condanna di Roggero a 14 anni e 9 mesi.
La differenza giuridica esiste e non può essere cancellata. Ma agli occhi di Barbara Mariottini resta un risultato intollerabile. Ed è per questo che annuncia battaglia: «La direttiva della comunità europea prevede un equo risarcimento e per questo ho deciso di fare appello anche per mia figlia Dalila, privata della felicità di vivere con una sorella». La storia di Desirée, quasi otto anni dopo quella notte di San Lorenzo, dunque non è ancora finita.