Roma, 61mila € d’affitto per 4 totem AMA anti-degrado: il Campidoglio ‘educa’ a caro prezzo i romani

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A Roma il decoro urbano diventa digitale: non con nuovi spazzini, non con più controlli, non con cassonetti finalmente puliti e ordinati, ma con quattro totem AMA autoportanti, dotati di grande schermo, piazzati in città per diffondere messaggi su ambiente, raccolta differenziata, buone pratiche e benessere animale. Una campagna presentata come operazione educativa. Peccato che, dietro la morale civica in formato maxi-schermo, ci sia anche un conto tutt’altro che simbolico.

La cifra negli atti AMA: 50.200 euro oltre IVA

Il dato chiave è scritto negli atti AMA (che pubblichiamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo). La procedura riguarda il noleggio di quattro totem autoportanti tecnologicamente avanzati, dotati di schermo, affidato alla società LAH ADV S.r.l. L’importo dell’aggiudicazione è pari a 50.200 euro oltre IVA. Applicando l’aliquota ordinaria al 22%, il totale arriva a 61.244 euro. Non un acquisto definitivo, dunque, ma un noleggio per sei mesi. Sei mesi di messaggi digitali, quattro schermi, una spesa che supera quota sessantamila euro.

Quanto costa ogni totem

Tradotto in numeri semplici, il noleggio costa circa 15.311 euro IVA inclusa per ciascun totem nell’arco dei sei mesi. Su base mensile significa circa 2.552 euro per ogni singolo schermo. Nel complesso, AMA mette sul piatto oltre 10mila euro al mese per l’intera operazione. La domanda politica nasce da sola: in una città dove il degrado si vede ancora a occhio nudo, davvero la priorità era affittare totem per spiegare ai cittadini come comportarsi?

Campidoglio e AMA puntano sull’educazione digitale

La campagna viene raccontata come uno strumento moderno per sensibilizzare romani e turisti. I totem dovrebbero diffondere messaggi su raccolta differenziata, rispetto degli animali, ambiente e decoro. Un lessico pulito, rassicurante, quasi scolastico. Ma Roma non è una lavagna luminosa. È una capitale in cui i cittadini chiedono servizi visibili, strade e alberi più curati, rifiuti raccolti, cestini svuotati, aree verdi mantenute e controlli veri contro l’inciviltà.

Il paradosso: spiegare il decoro mentre Roma chiede pulizia

Il punto non è contestare l’educazione ambientale. Il punto è il rapporto tra propaganda, priorità e risultati. Perché se il Campidoglio vuole insegnare il decoro ai romani, deve prima dimostrare di saperlo garantire. Il rischio è che questi totem diventino il simbolo perfetto di una politica che comunica molto e risolve poco: schermi accesi, città complicata, cittadini chiamati ancora una volta a fare la loro parte mentre il servizio pubblico resta sotto esame.

Quattro schermi, una domanda enorme

La cifra, da sola, racconta la notizia: 50.200 euro oltre IVA, pari a 61.244 euro lordi, per sei mesi di noleggio di quattro totem. Un’operazione formalmente legittima, ma politicamente pesante. Perché in una Roma dove il degrado è uno dei nervi scoperti dell’amministrazione, ogni euro speso per “raccontare” il decoro pesa il doppio. Il Campidoglio accende i totem per educare i cittadini. Ma la città, forse, aspettava prima di tutto di essere pulita.