Roma, 7500 nuovi ‘occhi elettronici’ per controllare le strisce blu: nuova stretta di Gualtieri e Patanè, dopo ZTL e autovelox
Roma prepara una nuova rete di 7.500 ‘occhi elettronici’, ossia sensori per sorvegliare-controllare H24 – 365 giorni all’anno le strisce blu, i parcheggi a pagamento, con quasi 2mila dispositivi già operativi, mentre chi utilizza autobus, tram e metropolitane continua a fare i conti con cantieri, deviazioni e stazioni temporaneamente chiuse. È il nuovo volto della mobilità voluta dall’amministrazione Gualtieri: sempre più digitale quando si tratta di controllare l’automobilista, forse decisamente meno lineare quando il cittadino deve spostarsi con il trasporto pubblico.
Duemila sensori già accesi sulle strisce blu
Il nuovo sistema si chiama Sospas, acronimo di Smart On-Street Parking System. I sensori installati negli stalli comunicano con una centrale operativa, trasmettendo informazioni sull’occupazione del parcheggio, sui pagamenti effettuati e sulle eventuali autorizzazioni. Quasi 2mila dei 7.500 dispositivi previsti sono già entrati in funzione. Il completamento dell’operazione viene indicato nella prima parte del 2027.
Da Testaccio a Trastevere, il controllo si allarga
La prima fase interessa Ripa, Campitelli, San Saba, Testaccio, Ostiense e Trastevere. Il progetto dovrebbe poi estendersi fino a coinvolgere complessivamente i 23 quartieri dei Municipi I e II.
La piattaforma dialoga con oltre dodici fonti di dati, comprese applicazioni di pagamento, permessi dei residenti, colonnine elettriche, servizi di car sharing e varchi ZTL. Un’unica rete capace di sapere dove si trova un’auto, quanto tempo resta parcheggiata e se la sosta risulta regolare.
Varchi, autovelox e Photored: aumentano gli occhi elettronici
I sensori non rappresentano un caso isolato. La Giunta ha approvato anche il progetto da 4 milioni di euro per nuovi varchi elettronici in uscita dalla ZTL del Centro storico, distribuiti su oltre trenta strade. L’obiettivo dichiarato è impedire agli automobilisti privi di permesso di aggirare i controlli in entrata.
Dal dicembre 2025 sono inoltre operativi quattro autovelox sulla Tangenziale Est e su viale Isacco Newton. Altri cinque sono stati annunciati sulla Cristoforo Colombo, mentre nel 2026 è prevista l’aggiunta di 38 impianti Photored agli undici già presenti.
Non significa che ogni dispositivo produca automaticamente una multa. Significa, però, che aumentano in modo evidente i punti nei quali un’irregolarità può essere rilevata e sanzionata.
Anche le auto elettriche devono pagare la ZTL
Dal primo luglio 2026 è cambiato anche il trattamento riservato alle automobili elettriche e a idrogeno. La semplice registrazione della targa non consente più l’ingresso gratuito nelle ZTL: per continuare ad accedere è necessario richiedere un permesso annuale a pagamento, salvo le categorie già titolari di specifiche autorizzazioni.
Il Campidoglio giustifica la scelta con la crescita dei veicoli elettrici autorizzati e con la necessità di ridurre la congestione. Per gli automobilisti, tuttavia, si tratta di un altro accesso sottoposto a tariffa e controllo.
Il paradosso dei trasporti romani
La stretta digitale arriva mentre la rete pubblica attraversa una lunga stagione di lavori e modifiche. La stazione Lepanto della Metro A è chiusa dal 18 luglio al 30 agosto, mentre sulla rete tramviaria e su numerose linee di autobus sono state comunicate interruzioni, deviazioni e servizi sostitutivi legati ai cantieri.
Molti interventi sono necessari per rinnovare infrastrutture vecchie. Ma il contrasto politico resta: il Comune appare velocissimo quando deve accendere sensori, varchi e telecamere, mentre il miglioramento quotidiano del trasporto pubblico procede con tempi ben più difficili da percepire. Nella Roma di Gualtieri, il cittadino può ancora aspettare il bus. Il controllo elettronico, invece, è già arrivato.