Roma, 8 milioni di mutuo per la nuova ‘superstrada’ Prenestina-Borghesiana: via libera del Campidoglio
Roma, senza il sindaco Roberto Gualtieri in Campidoglio, la Giunta capitolina guidata dalla vice sindaco Silvia Scozzese (delegata al Bilancio) ha dato il via libera a un nuovo mutuo da 8 milioni di euro per far partire – finalmente – l’asse stradale (la nuova ‘superstrada’). Un nuovo nastro di asfalto che collegherà Prenestina e Borghesiana. Parliamo del collegamento Modolo–Borutta atteso da anni a Roma Est: i cantieri sono programmati nel triennio 2026-2028, con un progetto aggiornato e un costo totale complessivo che sfiora i 18,4 milioni. Inseriamo il voto della Giunta Gualtieri alla fine di questo articolo, in formato scaricabile.
Quanto costa davvero: 8 milioni oggi, 18,4 milioni in totale
Il mutuo copre i due stralci “di partenza” (in tutto 8 milioni). Quindi, al momento, dai documenti non si capisce se, per ultimare questo progetto, in seguito, verrà acceso un altro e ulteriore mutuo per reperire l’intero importo necessario. Il progetto nella sua interezza, come anzidetto, costerà molto di più di questi primi 8 milioni di mutuo: 18 milioni e 378mila euro IVA compresa, più 210 mila euro per indennità di occupazione. Dentro ci sono anche voci che in un’opera così fanno la differenza: nuova illuminazione pubblica (oltre 1,2 milioni con IVA), impianti semaforici (oltre 317 mila), oltre a spese per espropri, sicurezza e imprevisti. Il risultato è un’opera più robusta, ma anche più cara, molto più cara.
Tempi: perché si parla di 2026-2028
La scansione temporale è legata alla copertura finanziaria messa nero su bianco dal Campidoglio: 800 mila euro nel 2026, 5,2 milioni nel 2027, 2 milioni nel 2028. Tradotto: non è un “colpo di ruspa” immediato e risolutivo. Ma un intervento destinato ad accompagnare il territorio per più anni. Eppure, nel Municipio VI da tempo circola una promessa precisa: avvio del cantiere già nel 2026, anche grazie alla possibilità di agganciare gli interventi a accordi quadro già attivi, evitando ulteriori rallentamenti.

Cosa cambia nel progetto: non solo asfalto
Chiamarla “superstrada” è un titolo efficace, ma la sostanza è più articolata. Il progetto, in realtà, mette insieme strade-pre esistenti, carreggiate, sicurezza, drenaggi, muri di contenimento e persino vasche per la gestione delle acque. In altre parole, non è solo un nastro d’asfalto: è un’operazione di ricucitura urbana che dovrebbe alleggerire traffico e colli di bottiglia su due direttrici cruciali di Roma Est. È lo stesso concetto ribadito nelle comunicazioni pubbliche: creare un collegamento capace di ridurre pressione e tempi di percorrenza su Prenestina e Borghesiana.
La ferita aperta: il vecchio cantiere finito in tribunale
Per capire perché questa delibera venga raccontata come “sblocco”, bisogna guardare indietro: i lavori erano partiti oltre un decennio fa, poi si sono incagliati tra avanzamenti lenti, ‘stop and go’ e una lunga coda di conflitti. Il punto di rottura è arrivato quando il rapporto con l’appaltatore è stato sciolto in sede giudiziaria, lasciando l’opera incompiuta e il quartiere con una promessa mancata. Da lì, la necessità di un nuovo progetto e di una ripartenza vera, con costi aggiornati e un impianto tecnico rivisto.

Chi firma la ripartenza (e chi dovrà metterci la faccia in cantiere)
Sul piano operativo, la riprogettazione è stata affidata a un soggetto tecnico esterno e poi verificata da un altro studio incaricato. Segnale che l’amministrazione vuole evitare nuove contestazioni “a valle”. Ma il vero spartiacque sarà un altro: chi realizzerà materialmente i lavori e con quali tempi reali di cantierizzazione? Nel 2025, in commissione e nelle comunicazioni sulla mobilità, la linea politica era chiara: accelerare, evitare deviazioni complicate e arrivare ai cantieri nel 2026. Ora, con il mutuo approvato, la partita si sposta dalla carta all’asfalto. Ma anche alle rate necessarie per pagare l’opera, che peseranno per i decenni a venire sulle spalle dei romani.