Roma, 800mila nuovi alberi e piante del PNRR finiscono sotto accusa: l’associazione CURAA e Forza Italia chiedono i conti


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Gli 800mila alberi del PNRR annunciati dalla Città metropolitana di Roma diventano un caso politico e civico: perché lo stesso ente precisa che si tratta, più esattamente, di oltre 800mila piante tra alberi e arbusti, mentre l’associazione CURAA e Forza Italia chiedono con due comunicati stampa di sapere quante siano realmente attecchite, quante siano state sostituite e quale sia oggi il risultato concreto sul territorio.

Ottocentomila piante, non ottocentomila grandi alberi

Il punto di partenza è il comunicato ufficiale della Città metropolitana del 19 agosto. Il programma di forestazione, avviato nel 2022 con i fondi dell’investimento PNRR per il verde urbano ed extraurbano, interessa oltre 800 ettari, con 58 impianti forestali, 15 progetti metropolitani e 19 Comuni coinvolti. La stessa Città metropolitana parla di oltre 800mila esemplari, specificando però che nel conteggio rientrano alberi e arbusti autoctoni, con una densità prevista di circa mille piante per ettaro.

È proprio qui che CURAA, l’associazione Cittadini Uniti per i suoi Alberi e i suoi Abitanti, concentra la propria contestazione: una giovane piantina forestale, sostiene l’associazione, non può essere comunicata al cittadino come se avesse già il peso ambientale di una grande alberatura adulta.

CURAA: «Diteci quanti sono sopravvissuti»

La denuncia civica parte dai sopralluoghi. CURAA afferma di aver seguito negli anni interventi di forestazione tra Roma, Ostia, Fiumicino e Fregene e di aver documentato casi di piantine secche, deperite o non attecchite. Da qui una richiesta molto precisa: pubblicare un quadro verificabile con localizzazione degli impianti, soggetti incaricati, percentuali di attecchimento, sostituzioni eseguite e costi sostenuti.

«Non ci interessano gli alberi contati nei comunicati», sintetizza la presidente Jacopa Stinchelli. La domanda, secondo CURAA, deve diventare un’altra: degli 800mila esemplari messi a dimora, quanti sono oggi vivi e in crescita? La contestazione dell’associazione era già stata resa pubblica il 20 agosto.

La Città metropolitana: cinque anni per sostituire le fallanze

Un meccanismo di garanzia, però, esiste ed è importante ricordarlo. La Città metropolitana stabilisce cinque anni di monitoraggio e manutenzione, con collaudi sugli interventi. Le piante che non attecchiscono oltre una tolleranza fisiologica del 10% devono essere sostituite dalle imprese esecutrici senza costi aggiuntivi per i fondi PNRR. L’ente ha inoltre spiegato che gli esemplari colpiti dal caldo anomalo saranno controllati al termine dell’estate e, quando necessario, sostituiti.

È proprio questa garanzia che, per CURAA, rende ancora più importante un rendiconto pubblico: se le sostituzioni sono previste contrattualmente, sostengono gli ambientalisti, dovrebbe essere possibile conoscere periodicamente il numero delle fallanze e degli esemplari ripiantati.

Mussolini porta la battaglia in Campidoglio

Alla contestazione civica si aggiunge quella politica. La capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini riprende le domande poste dall’associazione e punta direttamente contro l’amministrazione Gualtieri: «Chi ha piantato questi esemplari? Dove sono? Chi li monitora? Quanti sono ancora vivi?».

Il bersaglio politico è la comunicazione del Campidoglio sul verde. Mussolini accusa l’amministrazione di affidarsi a «numeri, trionfalismi e promesse» e chiede un bilancio arboreo pubblico, accessibile e verificabile. Ma al netto dello scontro politico, il cuore della questione resta misurabile: la Città metropolitana certifica un programma da oltre 800mila alberi e arbusti e prevede manutenzione e sostituzioni per cinque anni; associazioni e opposizione chiedono adesso che venga reso pubblico, impianto per impianto, quanto di quel nuovo patrimonio verde sia realmente sopravvissuto.

Ed è su quel numero, più che sugli 800mila annunciati, che si giocherà il vero bilancio della maxi forestazione romana.