Roma a 30 all’ora in ZTL, FdI sfida di nuovo la Giunta Gualtieri: il ricorso torna sul tavolo

Campidoglio, foto generata con AI

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Roma, Fratelli d’Italia riapre oggi, 11 agosto, il fronte contro la Zona 30 del Centro storico e torna a evocare un ricorso contro la Giunta Gualtieri: il punto più delicato è il confronto tra la scelta del Campidoglio, estesa all’intera rete viaria della ZTL, e la direttiva del Ministero dei Trasporti, che pretende invece istruttoria e motivazioni riferite alle singole strade o ai singoli tratti. È su questo crinale, più che sulla guerra ideologica tra favorevoli e contrari ai 30 all’ora, che potrebbe giocarsi la partita.

FdI torna alla carica, ma il ricorso resta ancora un annuncio

A riaccendere lo scontro è Giovanni Quarzo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea Capitolina. In un comunicato stampa diffuso oggi contesta il provvedimento e arriva a prospettare, se necessario, un ricorso «davanti al Capo dello Stato».

Ma c’è un dettaglio politico difficile da ignorare: FdI aveva già minacciato di ricorrere quasi sette mesi fa. Il 21 gennaio Quarzo e il presidente romano del partito, Marco Perissa, chiedevano a Gualtieri il ritiro della delibera, annunciando altrimenti battaglia nelle sedi competenti. Ad agosto, il ricorso di FdI risulta ancora prospettato, non formalizzato.

Intanto un ricorso contro la Zona 30 esiste già

La battaglia giudiziaria, però, non è rimasta ferma ad aspettare. Il 14 marzo è stato infatti depositato un ricorso straordinario contro il provvedimento capitolino, promosso dall’associazione Le Partite Iva e dal Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità nel Lazio, con l’adesione all’iniziativa di tassisti e cittadini. La storia, quindi, non nasce oggi: l’uscita di FdI rappresenta il nuovo capitolo politico di un dossier che da mesi ha già lasciato il solo terreno delle polemiche.

La carta pesante è del Mit: niente limiti calati indistintamente dall’alto

Quarzo punta sulla direttiva ministeriale n. 4620 del 1° febbraio 2024, emanata in applicazione dell’articolo 142, comma 2, del Codice della strada. Il testo è molto netto: la regolazione dei limiti deve avvenire con un approccio capillare e la metodologia deve essere illustrata per ciascuna strada o tratto di strada.

Tra gli elementi utilizzabili compaiono anche i tassi di incidentalità monitorati almeno nell’ultimo triennio, le caratteristiche dell’infrastruttura e quelle del contesto urbano. E nell’ultima pagina il Ministero considera non coerente una motivazione riferita indistintamente a un’intera area urbana.

Bologna incombe, ma Roma non è Bologna

FdI mette infine sul tavolo la sentenza n. 126 del 20 gennaio scorso del TAR Emilia-Romagna, che ha annullato gli atti della “Bologna Città 30”. Il precedente esiste ed è pesante, ma non produce automaticamente l’annullamento della misura romana: Roma ha atti e un’istruttoria propri, che devono essere giudicati per ciò che contengono.

Ed è qui che la battaglia diventa davvero scomoda per tutti.

FdI ha trovato un argomento giuridico concreto, ma dopo sette mesi il suo ricorso resta ancora al futuro. La Zona 30, insomma, non si gioca più soltanto sui cartelli. Ora si gioca sulle carte.