Roma, alberi appena piantati già morti e piazze-forno: Gualtieri silura il capo dell’Ambiente dopo il ‘caso CNN’, ma difende l’assessore Alfonsi

ROma, sullo sfondo alberi morti, in primo piano il sindaco Gualtieri e l'assessore Alfonsi

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Alberi morti piantati appena due anni fa, come dimostra il recentissimo caso di villa Ada e piazze simbolo della Capitale (come piazza dei Cinquecento, davanti a stazione Termini) ristrutturate per il Giubileo 2025 spendendo decine di milioni di € pubblici trasformate in forni a cielo aperti senza l’ombra di mezzo albero e una figuraccia mediatica arrivata dalla CNN fino all’altra parte dell’oceano: adesso la crisi del verde romano presenta il conto alla Giunta Gualtieri, che cambia però solo il capo del Dipartimento Ambiente. Il primo cittadino Gualtieri fa quadrato a 360 gradi e difende il suo assessore all’ambiente Sabrina Alfonsi. Per Gualtieri la colpa dei gravi problemi emersi sul verde capitolino è da ricondurre solo del capo del Verde romano.

Secondo quanto anticipato quest’oggi 11 agosto dal Corriere della Sera, Giuseppe Sorrentino sarebbe stato silurato da Gualtieri e al suo posto starebbe per arrivare Mauro Uniformi, presidente del Consiglio nazionale degli agronomi e già incaricato dal Campidoglio stesso per la relazione sul bosco nell’area dello stadio della Roma a Pietralata.

Il quotidiano riferisce che l’avvicendamento sarebbe stato deciso dalla Giunta Gualtieri giudicando «insoddisfacente la precedente gestione tecnica del dipartimento». Uniformi aveva già lavorato per Roma: il 18 ottobre 2025 il Comune annunciò ufficialmente il deposito della sua relazione agronomica su Pietralata.

Il dirigente salta, ma Alfonsi resta: il segnale politico è chiarissimo

La linea politica del Campidoglio, almeno per ora, non cambierebbe, come anzidetto: sempre il Corriere riferisce che dal Campidoglio viene confermata la piena e totale fiducia all’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi.

A pagare è, dunque, solo e soltanto il vertice tecnico. Formalmente il portale di Roma continua ancora a indicare Sorrentino come direttore del Dipartimento Tutela Ambientale. È coerente con l’anticipazione secondo cui il passaggio dovrebbe essere ratificato dalla Giunta giovedì.

Ma politicamente è difficile separare il terremoto amministrativo da quello esploso nelle settimane precedenti a livello politico e mediatico.

Il cambio del vertice tecnico arriva difatti dopo una lunga, lunghissima primavera-estate di alberi secchi, proteste, sit-in, cortei foto diventate virali e piazze riqualificate per volere della Giunta Gualtierio e finite sotto accusa.

Proprio mentre Roma affronta temperature estreme.

Piazza Risorgimento, dalla vetrina del Giubileo alla CNN

Il simbolo della crisi è certo piazza Risorgimento. Il 20 dicembre 2024 Gualtieri inaugurò la riqualificazione da 14 milioni di euro di fondi giubilari. Roma spiegava allora che erano aumentate alberature e superfici permeabili e che la depavimentazione avrebbe contribuito proprio ad abbattere il calore durante l’estate.

Un anno e mezzo dopo, l’immagine è stata ben diversa. A luglio sono state segnalate alberature morte o in sofferenza; il 22 luglio il Comune ha inviato squadre per irrigare le piante e risultavano già sostituite 11 alberature della piazza.

Poi è arrivata la CNN. Nel servizio trasmesso il 29 luglio scorso, la corrispondente Barbie Latza Nadeau ha mostrato proprio piazza Risorgimento: vegetazione morta, sistemi d’acqua non presenti e sedute troppo calde per essere utilizzate. La CNN ha trasformato così una polemica romana in un caso internazionale sulle difficoltà delle città nel costruire spazi capaci di resistere al caldo estremo.

Termini infuocata, alberi secchi: la crisi si allarga

Risorgimento non è rimasta sola. Il 17 luglio il caso era esploso anche a piazza dei Cinquecento, la grande porta di Termini riqualificata per il Giubileo e inaugurata da Gualtieri nel gennaio 2025. Foto e segnalazioni mostravano alberi secchi davanti alla stazione. Pochi giorni dopo venivano riportate nell’area temperature al suolo superiori ai 60 gradi rilevate da Greenpeace.

Anche qui il contrasto politico è pesante: piazza dei Cinquecento era stata presentata come uno dei grandi interventi di trasformazione urbana del Giubileo.

Il rischio siccità era già scritto negli atti

C’è infine un documento che oggi pesa ancora di più. Nella determinazione QL/203/2026 del 5 febbraio, firmata proprio da Sorrentino, il Dipartimento affidava interventi sugli impianti di irrigazione per oltre 156mila euro.

Nelle premesse veniva già indicata l’insufficienza delle risorse interne per garantire interventi tempestivi e il conseguente rischio di essiccazione e deperimento delle essenze.

Dunque l’allarme acqua non nasce con le fotografie di agosto: era già scritto nero su bianco sei mesi prima.

E mentre Roma dispone di un accordo quadro da 100 milioni per la cura del verde e di ulteriori interventi milionari per deceppamenti e piantumazioni, arriva ora il cambio al vertice.

Per Gualtieri il rischio politico è evidente: il siluramento del dirigente, anziché spegnere la polemica, può trasformarsi nella conferma che qualcosa, nella macchina del verde costruita dal Campidoglio, non ha funzionato come avrebbe dovuto negli ultimi 4 anni.