Roma accoglie 164 fragili in meno del previsto nel Piano 2026-2028: il Campidoglio si ferma del 12,53% sotto l’obiettivo
L’accoglienza SAI (Sistema di accoglienza e integrazione) di Roma resta sotto gli obiettivi fissati dal Campidoglio: la gara per il Sistema di accoglienza e integrazione, relativa al periodo 2026–2028, si chiude con 1.145 posti aggiudicati sui 1.309 previsti, ben 164 in meno, pari al 12,53% del programma iniziale del Campidoglio.
Il risultato emerge dalla determinazione capitolina numero 4626 del 7 ottobre 2026, pubblicata l’8 ottobre. Non si tratta di persone allontanate dalle strutture, né di una riduzione dimostrata dell’intera accoglienza cittadina, ma della differenza tra quanto programmato dall’amministrazione Gualtieri e quanto effettivamente assegnato attraverso questa aggiudicazione.
Secondo la determinazione dirigenziale QE/4626 del 7 ottobre 2026 (che alleghiamo qui di seguito, in formato scaricabile), il Campidoglio ha aggiudicato complessivamente 1.145 posti a fronte dei 1.309 inizialmente programmati nei sette lotti della gara SAI.
La differenza è di 164 posti, pari al 12,53% in meno rispetto alle previsioni.
Roma, accoglienza SAI: dove mancano i 164 posti
La differenza si concentra in tre dei sette lotti della gara. Mancano 16 posti nelle strutture da 41 a 55 persone, 108 in quelle da 26 a 40 e altri 40 nell’accoglienza diffusa, organizzata prevalentemente in appartamenti.
Secondo gli atti, i posti offerti dagli operatori risultati idonei non sono sufficienti a raggiungere le quantità programmate.
I due lotti dedicati alle persone con disagio mentale e sanitario, invece, raggiungono integralmente gli obiettivi: 12 posti ciascuno. La criticità riguarda quindi specifiche tipologie di accoglienza, non l’intero progetto.
Accoglienza SAI, gara fino a 79 milioni: non è la spesa già sostenuta
L’accordo quadro ha un valore globale stimato di 79,04 milioni di euro, IVA esclusa: 65,86 milioni per i servizi e altri 13,17 milioni relativi a un eventuale incremento delle prestazioni del 20%.
Non significa che il Campidoglio abbia già speso l’intera somma, né che pagherà necessariamente 79 milioni per i 1.145 posti aggiudicati.
Gli impegni economici dovranno essere perfezionati attraverso successivi provvedimenti. Per conoscere il costo effettivo dell’operazione servirà quindi verificare gli affidamenti, i servizi realmente erogati e le relative liquidazioni.
Il paradosso dei 64 posti idonei rimasti fuori dall’aggiudicazione
In un altro lotto della stessa gara accade l’opposto. Per le strutture da 11 a 25 persone, gli operatori idonei hanno offerto complessivamente 189 posti, ma ne sono stati aggiudicati soltanto 125, il massimo previsto dal programma.
Restano quindi 64 posti idonei non assegnati, mentre in altre tipologie di accoglienza il Campidoglio non raggiunge gli obiettivi.
Non significa che quei posti possano essere trasferiti automaticamente: strutture e servizi devono rispettare requisiti differenti. Ma il risultato solleva una domanda concreta sulla distribuzione iniziale dei posti e sulla possibilità di recuperare quelli mancanti.
Il bando prevede una strada per recuperare i posti: il Campidoglio chiarisca tempi e risultati
Il disciplinare contempla la possibilità di recuperare i posti non assegnati. Dopo aver verificato eventuali affidamenti parziali nello stesso lotto, il Campidoglio può attivare, alle condizioni previste, una procedura negoziata coinvolgendo anche operatori idonei ma non aggiudicatari di altri lotti, purché possiedano i requisiti necessari.
È una possibilità, non un recupero automatico. Dagli atti finora esaminati non emerge un provvedimento successivo che certifichi la copertura integrale dei 164 posti.
L’amministrazione Gualtieri e il Dipartimento Politiche Sociali e Salute devono quindi chiarire se questa procedura sia stata avviata, quanti posti siano stati eventualmente recuperati e come venga garantita nel frattempo la continuità dell’accoglienza.
Il dato resta quello dell’aggiudicazione del 7 ottobre: 164 posti in meno rispetto al programma. Ora occorre capire se, e quando, Roma Capitale riuscirà a colmare la differenza.