Roma, acqua a singhiozzo nelle case, ma Acea la ‘certifica’ per l’Inceneritore: l’opposizione chiede un Consiglio straordinario


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Mentre migliaia di romani denunciano da settimane acqua a singhiozzo, rubinetti a secco e pressione insufficiente, Azione (il partito di opposizione) annuncia con un comunicato stampa giunto in redazione di aver ottenuto un Consiglio straordinario, dopo l’allarme lanciato da Virginia Raggi. Intanto, per il futuro inceneritore Acea di Santa Palomba, al confine con i Castelli Romani, Ardea e Pomezia, gli atti ufficiali certificano già la disponibilità di una fornitura idrica potabile.

Due situazioni diverse, senza un collegamento diretto, che sollevano però una domanda: come intende il Campidoglio guidato da Gualtieri e a trazione PD garantire acqua regolare nelle abitazioni dei romani?

Roma, Azione ottiene il Consiglio straordinario sull’acqua

La novità arriva il 13 ottobre. I consiglieri capitolini di Azione (De Santis e De Gregorio) comunicano di aver chiesto e ottenuto, insieme alle opposizioni (senza indicare di preciso chi), la convocazione di un Consiglio straordinario dell’Assemblea capitolina dedicato ai disservizi idrici.

Vogliono – così si legge in soldoni nella nota stampa di Azione – risposte da Roma e Acea sulle cause delle interruzioni, sui lavori effettuati e sui tempi necessari per risolvere i problemi. La data della seduta non è ancora indicata nel comunicato e non risulta confermata da una convocazione ufficiale consultabile sul sito internet capitolino.

Virginia Raggi aveva già denunciato i disservizi il 6 ottobre

Una settimana prima, il 6 ottobre, l’ex sindaca Virginia Raggi e Federica Festa, entrambe del Movimento 5 Stelle, avevano denunciato la situazione, chiedendo spiegazioni a Roberto Gualtieri. Nel mirino le difficoltà delle famiglie che, secondo le testimonianze richiamate dalle consigliere, in alcuni casi riceverebbero acqua soltanto due o tre ore al giorno.

Le esponenti M5S hanno contrapposto questi disagi agli obiettivi di recupero degli sprechi annunciati dal sindaco: sei miliardi di litri in cinque anni.

Acqua a singhiozzo, le segnalazioni dei cittadini e la replica Acea

Il rapporto di Cittadinanzattiva Lazio, pubblicato il 21 gennaio scorso, contiene 155 segnalazioni raccolte tra settembre e novembre 2025. L’associazione stima che le criticità possano interessare circa 10mila famiglie. Tra chi ha risposto, prevalgono lamentele per pressione insufficiente e interruzioni. Acea ha però contestato la lettura del rapporto, sostenendo che i casi verificati riguardino impianti privati e non dimostrino una crisi generale della rete pubblica.

Inceneritore Acea, la disponibilità dell’acqua è già certificata

Ed è qui che la questione assume una seconda dimensione. La stessa Acea, per l’Inceneritore di Santa Palomba, ha certificato la disponibilità di acqua per gli usi industriali, civili e potabili del futuro impianto.

Per l’impianto previsti acqua recuperata e quattro pozzi d’emergenza

Il progetto dell’inceneritore Acea prevede anche un sistema separato per l’acqua industriale, con un fabbisogno esterno stimato, nell’ipotesi più prudente, in circa dieci metri cubi all’ora, che secondo 5 associazioni e 9 comuni di Roma sud – che hanno presentato due ricorsi al Tribunale Superiore delle Acque – sarebbe pari però esattamente al triplo di quanto dichiarato da Acea. Le fonti previste sarebbero il recupero della pioggia, il riutilizzo dell’acqua depurata dal depuratore di Albano -Santa Maria in Fornarola e, soltanto per le emergenze, quattro pozzi esistenti nelle vicinanze.

Inceneritore Acea, il 4 novembre la battaglia arriva al Tribunale delle Acque

La disponibilità delle risorse idriche è anche al centro della battaglia giudiziaria contro l’inceneritore Acea di Santa Palomba. Il 4 novembre prossimo è prevista un’udienza davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, nell’ambito del contenzioso promosso da cinque associazioni,come anzidetto. L’Associazione Salute Ambiente Albano, l’associazione Pavona per la tutela della Salute, l’associazione Latium Vetus, il Comitato Roma 2, più nove Comuni: Albano Laziale capofila, più Marino, Castel Gandolfo, Ariccia, Genzano di Roma, Nemi, Lanuvio, Ardea e Pomezia.

I timori per la falda dei Colli Albani e i laghi di Albano e Nemi

Al centro delle contestazioni c’è il possibile impatto dell’approvvigionamento idrico dell’impianto sulle risorse del territorio. Le associazioni chiedono garanzie per la falda dei Colli Albani e per gli equilibri idrici di un’area già segnata dalle difficoltà dei laghi Albano e Nemi. Il ricorso non dimostra che l’inceneritore abbia già provocato danni: sarà la giustizia a valutare le questioni sollevate.

Gualtieri e Acea, ora servono risposte sui rubinetti di Roma

L’acqua destinata all’inceneritore e quella distribuita nelle case non possono essere considerate automaticamente la stessa risorsa sottratta a due utenti concorrenti. Ma il confronto politico resta concreto: per un impianto futuro esiste una pianificazione dettagliata, con quantità, fonti e prescrizioni; per i cittadini che denunciano disservizi occorrono invece dati aggiornati, interventi verificabili e tempi certi. Il Consiglio straordinario annunciato da Azione sarà l’occasione per chiedere a Gualtieri e Acea quante famiglie siano realmente coinvolte e quando potranno contare su un’erogazione regolare.