Roma, addio al “palazzo del crack”: l’8 ottobre arrivano le ruspe, scontro frontale FdI-Campidoglio


Contenuti dell'articolo

Il “palazzo del crack” di via Cesare Tallone, a Tor Sapienza, dovrebbe cominciare a sparire dall’8 ottobre, quando è previsto l’avvio della demolizione, ma proprio alla vigilia delle ruspe si è aperto uno scontro frontale tra Fratelli d’Italia e Campidoglio sull’iter che ha portato alla riqualificazione dell’area.

L’8 ottobre parte la demolizione

La data indicata per l’inizio dei lavori è giovedì 8 ottobre. Lo stabile, uno scheletro di cemento abbandonato e più volte occupato, è stato sgomberato il 29 settembre con una maxi operazione interforze.

Dentro erano stati trovati droga, una pistola e sei scooter rubati. Venticinque persone prive di documenti erano state accompagnate negli uffici della Questura e, nelle ore successive, gli arresti complessivi erano saliti a tre.

Uno stabile sgomberato più volte

Quello di settembre non è stato il primo intervento. Il palazzo di via Tallone era già stato sgomberato almeno quattro volte negli ultimi anni, tornando però ripetutamente a essere occupato.

Proprio dopo l’ultima operazione alcune persone avevano tentato nuovamente di entrare nell’edificio, costringendo le forze dell’ordine a un secondo intervento. Da quel momento è stato disposto un presidio permanente per evitare nuove occupazioni in attesa della messa in sicurezza e della demolizione.

FdI accusa: «Iter fermo»

Sul futuro dell’edificio è esploso però lo scontro politico. Marco Perissa, deputato e presidente romano di Fratelli d’Italia, ha accusato l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia di avere annunciato l’imminente riqualificazione nonostante, secondo FdI, l’iter fosse ancora fermo per il mancato pagamento degli oneri concessori da parte della proprietà.

È una contestazione politica precisa, alla quale il Campidoglio ha risposto sostenendo una versione opposta.

Il Campidoglio replica: «Procedura conclusa»

L’amministrazione capitolina sostiene infatti che il proprio iter sia già stato completato. Secondo quanto riferito dall’assessorato all’Urbanistica, il permesso di costruire sarebbe stato rilasciato il 21 luglio 2026, mentre gli oneri dovuti sarebbero stati versati il 12 giugno.

Per il Campidoglio, dunque, non ci sarebbero più ostacoli amministrativi imputabili a Roma Capitale e la proprietà privata potrebbe procedere con l’intervento.

Al posto del rudere dovrebbe sorgere un data center

La trasformazione prevista è radicale. Al posto del vecchio scheletro dovrebbe infatti sorgere un data center, una struttura destinata a ospitare server e infrastrutture digitali.

È questo il passaggio che chiude simbolicamente una vicenda durata anni: da edificio incompiuto a rifugio di spacciatori, da teatro di occupazioni e sgomberi a cantiere.

Ora il primo appuntamento concreto è fissato per l’8 ottobre. Se le ruspe partiranno davvero, via Tallone entrerà finalmente in una fase nuova. Ma sul lungo percorso che ha portato fin qui resta aperto lo scontro tra FdI e amministrazione Gualtieri.