Roma, affitti brevi senza freni, la Giunta Gualtieri rinvia il Regolamento da 14 mesi, i Radicali: “Decidano i cittadini con un referendum”

Roma, da sinistra Gualtieri, Domenico Colucci, segretario dei Radicali di Roma, e l'assessore al Turismo Alessandro Onorato

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Roma aspetta da oltre quattordici mesi il nuovo Regolamento sugli affitti brevi avviato dalla Giunta Gualtieri a giugno 2025 con il coinvolgimento diretto del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessore al Turismo, Alessandro Onorato, mentre il fenomeno continua a incidere sul dibattito sulla casa, ma ora i Radicali di Roma propongono al Campidoglio di valutare anche un referendum consultivo cittadino. La scintilla arriva da Venezia, ma nella Capitale riapre soprattutto una storia che dura da anni.

Giugno 2025, il via formale del Campidoglio

Il passaggio decisivo risale al 10 giugno 2025, quando la Giunta Gualtieri approvò la Memoria n. 45 per elaborare un nuovo Regolamento sulle locazioni turistiche. Il tavolo individuato coinvolgeva Turismo, Urbanistica e Politiche abitative e la Memoria risulta firmata dagli assessori Alessandro Onorato (Turismo), Maurizio Veloccia (Urbanistica) e Tobia Zevi (Patrimonio).

Quello era però soltanto il punto di partenza. Il documento prevedeva la successiva elaborazione del testo e il passaggio in Assemblea Capitolina. Oggi, 17 agosto, il Regolamento non risulta ancora approvato.

Onorato chiede regole almeno dal 2022

Il dossier non nasce nel 2025. Già nel maggio 2022 Federalberghi Roma dichiarava di sostenere la ‘battaglia dell’assessore Onorato’ per una regolamentazione degli affitti brevi, mentre CNA Turismo Roma appoggiava le iniziative contro la “desertificazione” – così dichiarava alla stampa – del centro storico.

Nel 2023 l’assessore Onorato alza ulteriormente il tiro. Ad aprile chiede al Governo la possibilità di limitare nuove attività extralberghiere nel Centro e, nel settembre 2023, parlando a Fanpage dopo il caso New York, sostiene che serva “mettere un freno” nel sito Unesco.

Dal 2024 alla Memoria: stop, moratorie e «deregulation totale»

Il 4 settembre 2024, sul Corriere della Sera, Onorato propone ancora la possibilità di fermare per due o tre anni nuove aperture nel sito Unesco. Il 18 ottobre 2024, a Fanpage, parla invece di “deregulation totale” e indica circa 31mila strutture autorizzate a Roma, contro 16.800 all’inizio della consiliatura.

È su questo sfondo che, alcuni mesi dopo, firma la Memoria con cui la Giunta avvia comunque il percorso capitolino.

Nel 2025 Onorato conta oltre 38mila strutture

L’8 luglio 2025, un mese dopo la Memoria, Onorato dichiara a Fanpage che a Roma ci sono oltre 38mila tra case vacanza e B&B, contro circa 17mila di tre anni prima. Conferma che il gruppo di lavoro del Campidoglio sta cercando di capire come limitare il fenomeno, continuando però a chiedere più poteri nazionali per i Comuni.

La stessa linea torna il 19 maggio 2026 sul Corriere della Sera: il turismo, dice l’assessore Onorato, deve essere reso compatibile con la vita dei residenti attraverso regole e normative. Nel frattempo Roma certifica per il 2025 22,9 milioni di arrivi e 52,92 milioni di presenze, numeri che Gualtieri e Onorato hanno rivendicato come un risultato positivo per la città.

Gualtieri lega la stretta ai “superpoteri”

Anche Roberto Gualtieri ha collegato la questione alle competenze di Roma. Il 10 maggio scorso il sindaco ha sostenuto che, con la riforma della Capitale, il Comune avrebbe finalmente potuto gli Airbnb. Una posizione contestata da realtà come Nonna Roma, secondo cui alcuni strumenti esisterebbero già.

I Radicali: «Anche a Roma decidano i cittadini»

Ora Domenico Colucci, segretario di Radicali Roma, prende spunto da Venezia, dove è stata lanciata una proposta di referendum comunale sugli affitti brevi. A Roma, Colucci chiede che venga valutata una consultazione analoga: «A scegliere che cosa debba diventare Roma devono essere innanzitutto le persone che la vivono».

Non si tratta ancora di un referendum formalmente avviato nella Capitale. La proposta dei Radicali è quella di aprire un confronto pubblico basato sui dati e valutare un referendum consultivo, strumento previsto dallo Statuto ma soggetto a un successivo giudizio di ammissibilità.

Quattordici mesi dopo, la domanda resta

Il punto politico, dunque, è semplice. L’assessore Onorato parla della necessità di regolare gli affitti brevi almeno dal 2022; nel 2023 chiede limiti, nel 2024 ipotizza una moratoria, nel 2025 firma la Memoria che avvia il Regolamento e nel 2026 torna a chiedere regole compatibili con la vita dei residenti.

Gualtieri, dal canto suo, lega una stretta più forte ai nuovi poteri di Roma. Nel frattempo il turismo continua a macinare record e la pressione abitativa resta uno dei grandi temi della città.

Quattordici mesi dopo l’avvio formale dell’iter, il Regolamento specifico sugli affitti brevi è però ancora in lavorazione. Ed è proprio su questo spazio lasciato aperto dalla politica che oggi si inserisce la proposta dei Radicali: chiedere ai romani quale equilibrio vogliano fra turismo, mercato e diritto ad abitare la città.