Roma, Campidoglio con le ‘serrande abbassate’ fino a settembre, mentre sui romani incombono varie emergenze: alberi, trasporti e clochard

Roma, in primo piano il sindaco Gualtieri, sullo sfondo persone in fila sulla metro, alberi secchi e lo Spin Time

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Roma ha alberi appena piantati che seccano al sole o quelli storici tagliati senza adeguati controlli, trasporti stravolti dai cantieri e comunque inadeguati per la Capitale d’Italia, problemi di pulizia e decoro, migliaia di persone senza dimora e persino il dossier Spin Time ancora aperto, ma nel cuore politico del Campidoglio le “serrande” di Aula e Commissioni restano sostanzialmente abbassate e, allo stato delle convocazioni pubblicate, la ripartenza piena rischia di arrivare soltanto a settembre. Non significa che gli uffici comunali siano chiusi o che i servizi si siano fermati. Significa però che, nella settimana dal 17 al 23 agosto, l’Assemblea Capitolina non presenta sedute in calendario e le Commissioni non hanno appuntamenti pubblicati.

Il 24 agosto? Per ora il calendario resta vuoto

Il dato diventa ancora più significativo guardando alla settimana successiva. Per la mattina del 17 agosto, l’agenda ufficiale delle Commissioni capitoline dal 24 al 30 agosto risulta ancora completamente vuota. Le convocazioni possono naturalmente essere inserite nei prossimi giorni e quindi non si può certificare oggi uno stop formale fino a settembre. Ma il quadro politico disponibile è questo: neppure lunedì 24, al momento, segna una ripartenza già programmata dei lavori ordinari delle Commissioni.

Sulla Giunta occorre essere ancora più precisi. Roma non pubblica un calendario preventivo analogo a quello di Aula e Commissioni e quindi non sarebbe corretto sostenere che l’esecutivo di Roberto Gualtieri sia formalmente chiuso per ferie fino alla fine del mese. La metafora delle “serrande abbassate” riguarda dunque soprattutto il motore politico pubblico e calendarizzato del Campidoglio. E stride con una città che, invece, continua ogni giorno a presentare problemi tutt’altro che sospesi.

Gli alberi secchi mentre Roma aspetta

Il verde pubblico è diventato uno dei dossier più incandescenti dell’estate romana. A Villa Ada l’Osservatorio Sherwood ha documentato il caso dei 22 giovani alberi piantati intorno al laghetto superiore nel 2024: 19 risultano morti e gli altri tre in grave sofferenza. Segnalazioni di piante in difficoltà e problemi di irrigazione hanno riguardato anche altre aree della città, alimentando una polemica che ha investito direttamente l’amministrazione.

Lo stesso Campidoglio, il 13 agosto, ha pubblicato un provvedimento per l’irrigazione di soccorso delle specie arboree e arbustive. Non è quindi soltanto materia da battaglia politica o da fotografie sui social. Il caldo estremo e la necessità di salvare le nuove piantumazioni sono problemi riconosciuti dalla stessa macchina capitolina. Mentre la politica rallenta, gli alberi continuano però ad avere bisogno di acqua ogni giorno.

Tram sui bus e Metro A: agosto difficile per chi resta

Poi ci sono i trasporti. Roma Servizi per la Mobilità segnala che, per i lavori sulla rete, le linee tranviarie 2, 3, 5, 8 e 14 sono esercitate integralmente con autobus fino al 3 novembre, mentre sulla linea 19 il servizio tranviario è limitato e integrato da collegamenti sostitutivi. Per migliaia di romani significa tempi, abitudini e percorsi modificati proprio nel pieno dell’estate.

Sulla Metro A la stazione Lepanto resta chiusa fino al 30 agosto, con i treni che transitano senza fermarsi. Sulla Roma-Nord, inoltre, i lavori tengono sospesa fino al 23 agosto la tratta Flaminio-Montebello, sostituita da autobus. Sono interventi programmati e necessari, ma il risultato quotidiano non cambia: mentre il calendario politico si svuota, chi resta a Roma continua a fare i conti con una mobilità fortemente condizionata dai cantieri.

Quella Roma invisibile: 1.299 persone dormono davvero in strada

Poi c’è la Roma che pesa più di qualsiasi polemica. L’ultimo conteggio ufficiale Istat, effettuato nella notte del 26 gennaio scorso, ha individuato nella Capitale 2.621 persone senza dimora, il numero assoluto più alto fra le 14 grandi città analizzate. Di queste, 1.299 sono state trovate direttamente in strada, negli spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna. Persone vere, non statistiche: uomini e donne che affrontano caldo, solitudine, fragilità sanitarie e marginalità senza una casa.

È questo uno dei contrasti più duri dell’estate romana. Dipartimenti, servizi sociali, volontariato e strutture di accoglienza continuano naturalmente a lavorare, ma i luoghi della discussione politica centrale non presentano in questi giorni una normale attività calendarizzata. E mentre la Capitale convive con ondate di calore e livelli di ozono elevati, per chi dorme su un marciapiede agosto non è una pausa: è spesso il mese più difficile.

Spin Time, l’altra emergenza che resta sul tavolo

A pochi passi dal centro resta aperto anche il dossier Spin Time, l’ex stabile Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme evacuato dopo l’incendio di fine luglio. Roma

ha comunicato l’11 agosto di aver trovato una sistemazione alternativa a circa 160 persone, ma gli incontri con la comunità devono proseguire nelle settimane successive. L’emergenza abitativa, dunque, è stata ridotta ma non può ancora essere considerata definitivamente chiusa.

Sul tavolo resta soprattutto la scelta politica più controversa: il Campidoglio continua a considerare possibile l’acquisto dell’immobile. La cifra di circa 40 milioni di euro circolata in queste settimane rappresenta una stima del valore, non un prezzo di compravendita già approvato, e a un eventuale acquisto andrebbero aggiunti i costi ancora da quantificare per messa in sicurezza e recupero oltre a circa 23 milioni di ‘multa’ per l’occupazione illegale che dura da anni. La proprietà ha respinto la prima proposta e l’accordo ponte per il rientro degli ex occupanti, ma il Comune non ha archiviato il dossier.

Il punto politico resta però intatto: mentre Roma ha molte emergenze contemporaneamente aperte, Gualtieri considera ancora Spin Time una partita sulla quale investire capitale politico e, potenzialmente, risorse pubbliche molto rilevanti.

Il precedente: Gualtieri e Onorato già sotto accusa per le presenze

Il vuoto estivo pesa ancora di più alla luce di un precedente. Nell’ottobre 2025 il nostro giornale, analizzando gli atti delle votazioni della Giunta relativi al settembre precedente, aveva sollevato il caso delle presenze del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessore Alessandro Onorato. Secondo quella ricostruzione, Gualtieri risultava presente 5 volte su 29 passaggi, Onorato 7 su 29, con quattro uscite di seduta attribuite all’assessore.

Quasi un anno dopo, la questione non è stabilire se amministratori e consiglieri abbiano diritto alle ferie. Naturalmente sì. La domanda è un’altra: può la Capitale d’Italia permettersi settimane con il motore politico pubblico al minimo mentre sul tavolo restano contemporaneamente verde, trasporti, rifiuti, decoro, emergenza abitativa e migliaia di fragili? È qui che la pausa di agosto smette di essere soltanto una questione di calendario e diventa una questione politica.

Roma non chiude: i problemi neppure

Alberi da salvare, tram sostituiti, stazioni chiuse, rifiuti da raccogliere, strade da tenere decorose, 1.299 persone che dormono fuori, Spin Time ancora da risolvere e un possibile acquisto milionario da spiegare ai cittadini. Roma non conosce davvero la pausa di Ferragosto. I problemi restano tutti accesi e continuano a bussare alla porta di Palazzo Senatorio.

Le “serrande abbassate”, dunque, sono una metafora. Ma alla mattina del 17 agosto il dato politico resta difficile da ignorare: Aula e Commissioni sono senza attività calendarizzata per questa settimana e le Commissioni non mostrano ancora convocazioni neppure dal 24 al 30 agosto. Se il calendario non cambierà nei prossimi giorni, la vera ripartenza finirà inevitabilmente per affacciarsi a settembre. Roma e i romani, invece, non possono permettersi di aspettare.