Roma, alberi tagliati e filari spariti nel IX Municipio, nuova grana per Gualtieri (e Di Salvo), i cittadini: “Quando torneranno?”


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Roma, il sindaco Roberto Gualtieri promette quasi 20mila nuovi alberi e il recupero dei filari stradali di Roma, ma nel IX Municipio c’è già una strada che chiede di passare dagli annunci ai fatti: via Pio Emanuelli, dove nell’estate 2026 sono stati abbattuti alberi ad alto fusto e dove, secondo un comunicato stampa giunto in Redazione del Gruppo d’Intervento Giuridico, i residenti non hanno ancora ricevuto indicazioni certe sui tempi della sostituzione.

È da qui che parte l’ennesimo fronte sulla gestione del verde della Capitale che travolge, ovviamente, anche la Giunta municipale guidata da Titti Di Salvo.

Il GrIG presenta l’istanza

Il 4 ottobre il Gruppo d’Intervento Giuridico, raccogliendo le segnalazioni di alcuni cittadini, ha inoltrato un’istanza di accesso civico, richiesta di informazioni ambientali e adozione degli eventuali provvedimenti necessari. Destinatari: Roma Capitale, Municipio IX e Carabinieri Forestali. Per conoscenza è stata informata anche la Procura della Repubblica di Roma.

Un passaggio che va raccontato con precisione: l’invio alla Procura non significa che esista un’indagine né certifica irregolarità. Significa che l’associazione ha deciso di portare formalmente la questione all’attenzione anche dell’autorità giudiziaria.

Il Regolamento dà un anno di tempo

Il punto normativo, invece, è chiarissimo, secondo i cittadini. L’articolo 41 del Regolamento del Verde di Roma Capitale stabilisce che gli alberi abbattuti debbano essere sostituiti entro un anno. Quando il reimpianto nello stesso punto non sia tecnicamente possibile, deve essere prevista una compensazione secondo le modalità indicate dal regolamento.

Per via Pio Emanuelli, dunque, il termine non risulta oggi scaduto: se gli abbattimenti risalgono all’estate 2026, il Comune dispone ancora del periodo previsto dalle proprie regole. Ma proprio per questo la domanda del GrIG è semplice: esiste già un progetto di ripiantumazione? Quando partirà? E quali alberi verranno messi al posto di quelli rimossi? Comune di Roma

La promessa di Gualtieri arriva appena cinque giorni prima

La coincidenza temporale rende il caso politicamente più scomodo. Il 29 settembre Gualtieri e l’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi hanno presentato il nuovo Piano del verde: 19.336 alberi da mettere a dimora, 10 milioni di euro di investimenti, 100 operatori per il monitoraggio e raddoppio delle autobotti.

Il sindaco ha annunciato l’obiettivo di recuperare progressivamente tutte le tazze vuote e ricostituire i filari delle strade romane. I numeri censiti dal Campidoglio fotografano del resto un problema enorme: 6.315 tazze vuote, 2.657 tombate, 8.310 ceppaie da rimuovere e 1.865 alberi secchi.

Via Pio Emanuelli diventa così un piccolo ma significativo banco di prova. Perché annunciare decine di migliaia di nuovi alberi è una cosa; dire a chi ha visto sparire un filare quando tornerà concretamente l’ombra davanti casa è un’altra.

Quasi 30mila abbattimenti nell’era Gualtieri

Il bilancio arboreo ufficiale 2021-2025 presentato dal Campidoglio registra 29.842 decrementi, dei quali 29.136 abbattimenti e 706 crolli spontanei. Nello stesso periodo risulterebbero 67.640 nuove piantagioni, con un saldo numerico complessivamente positivo.

È proprio su questa fotografia che da mesi si combatte la battaglia politica. Il Comune rivendica l’aumento del numero complessivo degli alberi. Associazioni e comitati replicano che il semplice saldo aritmetico non risolve il problema della perdita di esemplari adulti, perché una giovane pianta non restituisce immediatamente ombra, chioma e servizi ambientali di un albero maturo.

CURAA, SOS Roma, Italia Nostra e i cittadini: il fronte si allarga

Il Nuovo 7 Colli ha raccontato negli ultimi mesi una sequenza di contestazioni che ormai supera il singolo quartiere. A maggio CURAA e SOS Roma hanno partecipato alla protesta di piazza Augusto Imperatore denunciando quello che i promotori definirono un “massacro di alberi”. In agosto la stessa associazione chiese alla Giunta di valutare cure e sistemi di consolidamento per i circa 51mila pini della Capitale prima di procedere agli abbattimenti.

Sempre in agosto Italia Nostra contestò il modo in cui il Campidoglio presentava il saldo tra nuove piantumazioni e alberi rimossi, sostenendo che la sostituzione di un grande albero con una pianta giovane produce un “debito verde” destinato a durare anni. Poi, a settembre, è esploso il caso degli oleandri di via Tagliamento e via Nemorense: circa cento residenti e Italia Nostra hanno chiesto di fermare gli interventi previsti su quest’ultima strada e di riesaminare lo stato degli esemplari.

Da Ostia ai filari del IX Municipio

C’è anche l’altro grande capitolo: quello delle nuove forestazioni. A Ostia SOS Roma e CURAA hanno documentato giovani piante che nelle immagini apparivano secche, chiedendo verifiche sull’effettivo attecchimento degli interventi PNRR. Anche qui il nodo non è semplicemente quanti alberelli vengano messi a dimora, ma quanti sopravvivano e vengano curati negli anni successivi.

Ed è qui che via Pio Emanuelli smette di essere soltanto una strada del Giuliano-Dalmata. Diventa l’ultima domanda rivolta alla politica del verde di Gualtieri: dopo annunci, numeri record e milioni investiti, il Campidoglio è in grado di garantire ai cittadini anche certezza sui tempi, manutenzione e ricostituzione dei filari perduti?

Il Regolamento concede un anno. Il conto alla rovescia, per gli alberi abbattuti la scorsa estate, è già cominciato.