Roma, albero crolla sull’Acquedotto Alessandrino. Schiuma e Belluzzo (FdI): “Gualtieri protegga verde e monumenti”
Roma, dopo la pergola fito-bioclimatica da oltre 138mila euro inaugurata da Roberto Gualtieri a Piazza dei Gerani, nel V Municipio un albero è finito a ridosso dell’antico Acquedotto Alessandrino, offrendo a Fabio Schiuma e Cristian Belluzzo di Fratelli d’Italia l’occasione per un attacco feroce alla gestione del verde della Giunta. L’ironia è tagliente: «Ne è arrivata un’altra: è più grande, fa davvero ombra e soprattutto è costata zero euro». Peccato, aggiungono, che si tratti di un albero caduto.
Schiuma e Belluzzo: «La pergola a costo zero»
A firmare l’affondo sono Fabio Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, e Cristian Belluzzo, dirigente romano del partito, che hanno documentato la situazione in via dell’Acquedotto Alessandrino. Il paragone scelto è volutamente brutale: da una parte il nuovo rifugio climatico di Centocelle, dall’altra un albero precipitato accanto a un monumento romano.
«Dopo la pergola bioclimatica da 138 mila euro di Piazza dei Gerani, in via dell’Acquedotto Alessandrino ne è arrivata un’altra: è più grande, fa davvero ombra e soprattutto è costata zero euro. Peccato che sia un albero caduto su un acquedotto romano», dichiarano.
Il riferimento economico è corretto: Roma Capitale indica per il rifugio fito-bioclimatico inaugurato il 4 agosto un investimento di oltre 138mila euro, finanziato attraverso il programma ministeriale per l’adattamento climatico urbano. La struttura misura 9,5 metri per 9,5, è dotata di rampicanti, nebulizzatori, sedute e prese elettriche.
La vetrina di Gualtieri inaugurata dieci giorni fa
All’inaugurazione di Piazza dei Gerani c’erano proprio il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e il presidente del V Municipio Mauro Caliste. Il Campidoglio ha presentato l’opera come il primo rifugio fito-bioclimatico della Capitale e come prototipo da replicare dove risulta difficile piantare alberi.
Ma quella struttura è già diventata terreno di scontro politico. Un sopralluogo pubblicato nei giorni scorsi da Abitare a Roma ha contestato l’efficacia refrigerante rilevata in determinate condizioni, con misurazioni effettuate sul posto. È una valutazione esterna, non un verdetto definitivo sull’opera, ma ha alimentato la polemica sul rapporto tra costo e risultati.
Poi il temporale e gli alberi vengono giù
Il crollo segnalato da Schiuma e Belluzzo arriva dopo il violento temporale che il 13 agosto ha investito Roma con pioggia, grandine e forti raffiche di vento. La stampa ha documentato numerose cadute di alberi e rami proprio tra Torpignattara e Alessandrino, oltre che al Quadraro e alla Marranella, con circa 140 interventi complessivi dei Vigili del Fuoco tra Roma e provincia nell’arco della giornata.
«Controlli e manutenzione erano davvero adeguati?»
Schiuma e Belluzzo spostano infatti il bersaglio direttamente sulla Giunta Gualtieri e sull’assessorato capitolino all’Ambiente.
«Quando un albero di queste dimensioni arriva ad abbattersi a ridosso di un bene storico come l’Acquedotto Alessandrino, è inevitabile chiedersi se prevenzione, controlli e manutenzione del patrimonio arboreo siano stati realmente adeguati», affermano.
Una responsabilità che i due esponenti di FdI attribuiscono politicamente all’Amministrazione, mentre la delega capitolina all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti è tuttora affidata a Sabrina Alfonsi.
«Prima il cemento, poi 138mila euro per creare l’ombra»
L’attacco si allarga poi al modo in cui, secondo Schiuma e Belluzzo, vengono ridisegnati gli spazi pubblici nel V Municipio. «Si continuano a realizzare e riqualificare piazze fortemente pavimentate, senza avere la lungimiranza di prevedere adeguate zone d’ombra e una presenza significativa di alberature».
E arriva la seconda stilettata: «Prima si progettano spazi pubblici dove il verde e l’ombra sembrano diventare elementi secondari, poi si spendono 138 mila euro per una pergola bioclimatica che dovrebbe contribuire a mitigare il caldo. Nel frattempo, gli alberi già presenti sul territorio necessitano di cura, controlli e manutenzione».
Ora bisogna capire se l’Acquedotto è stato danneggiato
La richiesta finale di Schiuma e Belluzzo è però molto concreta: rimuovere rapidamente l’albero, verificare le condizioni del tratto dell’Acquedotto Alessandrino e controllare anche le altre alberature presenti nella zona.
«Roma possiede un patrimonio storico e ambientale straordinario: amministrarlo significa prima di tutto mantenerlo, proteggerlo e prevenire situazioni come questa. La manutenzione non può iniziare dopo che un albero è già caduto».
È qui che la battuta sulla “pergola gratis” smette di far ridere. Perché dietro l’immagine perfetta per i social resta una domanda per Gualtieri e Alfonsi: l’albero è caduto, ma l’Acquedotto Alessandrino ha riportato danni? È questo, adesso, il controllo che il Campidoglio deve fare e rendere pubblico.
