Roma, anche Villa Sciarra è a secco, i cittadini: “11 milioni gettati nel wc: gli idranti promessi dalla Giunta arrivano tardi”(FOTO)
Roma, anche le piante e gli aberi di Villa Sciarra (dopo altre celebri piazze e parchi della Capitale) continuano a seccarsi sotto il sole feroce e implacabile proprio mentre iola Giunta Gualtieri promette di correre ai ripari con il nuovo Piano straordinario di irrigazione con gli idranti, e sui social esplode la rabbia dei cittadini davanti agli arbusti disidratati in una villa interessata da un programma di riqualificazione da circa 11 milioni di euro.
È il nuovo capitolo di un’estate che da settimane racconta la stessa fotografia: alberi morti o in estrema sofferenza, volontari con l’acqua e l’Amministrazione Gualtieri costretta ad aumentare gli interventi quando la siccità ha già lasciato un segno indelebile, nel verde e nei conti in rosso, per i soldi dei cittadini gettati letteralmente al vento.
Villa Sciarra, la denuncia parte dai cittadini
Le fotografie rilanciate dal gruppo Facebook “Monteverde – Roma” mostrano il problema senza bisogno di grandi spiegazioni. La segnalazione parte da una residente che racconta di essere stata nella villa pochi giorni prima e riconosce le difficoltà provocate dalle temperature estreme, ma denuncia alberelli e piante ormai completamente secchi. Il post è tuttora rintracciabile sui social.
Nel post delle residente viene riportata anche la protesta che accompagna quelle immagini: “Sono stati spesi 11 milioni per la riqualificazione e il risultato è quello che vediamo dalle foto”.
Il concetto espresso sui social è ancora più duro: una villa rimasta per anni interessata dai lavori, alberi piantati in condizioni giudicate dagli utenti poco favorevoli e soprattutto il nodo dell’acqua. Un commento indicizzato su Facebook sintetizza la contestazione parlando di alberi piantati senza aver prima pensato all’“irrigazione”.
I volontari portano l’acqua, ma una villa non si salva con le taniche
Ed è qui che la vicenda diventa politicamente pesante. Quando qualcuno suggerisce ai residenti di intervenire direttamente, la risposta riportata nell’articolo è netta: “I volontari già lo fanno”. Ma Villa Sciarra non è un’aiuola condominiale. Per raggiungere tutte le piante servono acqua, punti di approvvigionamento e organizzazione; secondo la testimonianza pubblicata, arrivare a trasportare 40 litri per singola pianta dalla fontana più vicina diventa un’impresa.
È il cortocircuito già visto durante questa estate romana: cittadini che cercano di salvare il verde con bottiglie, secchi e taniche mentre la gestione ordinaria non riesce a impedire che nuove piantumazioni vadano in sofferenza.
Gli idranti arrivano il 12 agosto
Il Campidoglio alla fine è intervenuto. Con l’ordinanza sindacale n. 111 del 12 agosto, Gualtieri ha avviato un programma straordinario di irrigazione di soccorso rivolto soprattutto alle alberature e agli arbusti di recente impianto. Il provvedimento consente eccezionalmente alle autobotti di approvvigionarsi anche da alcune bocchette della rete antincendio.
Il punto politico, però, sta nelle date. La stessa Amministrazione motiva l’ordinanza con il grave stress idrico, le temperature eccezionalmente elevate e la prolungata assenza di pioggia. Nel frattempo, secondo l’articolo allegato, la siccità durava da quasi due mesi e a Villa Sciarra gli effetti erano già visibili.
Il raddoppio dell’irrigazione e l’accordo che permette alle ditte di utilizzare 12 idranti possono quindi rappresentare una risposta all’emergenza, ma non cancellano la domanda che arriva dai parchi: perché si è dovuti arrivare ad agosto e alle piante già secche?
Gli 11 milioni: cosa dicono davvero gli atti
Su questo punto bisogna distinguere la rabbia social dai numeri ufficiali. I cittadini parlano di “11 milioni spesi”, ma gli atti disponibili descrivono più precisamente un programma complessivo di valorizzazione da circa 11 milioni di euro del PNRR-Caput Mundi: non dimostrano, da soli, che tutti gli 11 milioni siano già stati materialmente spesi.
E proprio qui la vicenda diventa ancora più significativa. Nel programma è previsto di sicuro un intervento da oltre 2 milioni di euro specificamente destinato al recupero e alla riqualificazione del patrimonio verde, con nuove aiuole, prati, arbusti, palme e sistemazione dei percorsi. Era stato lo stesso assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi a indicare come obiettivo quello di far “rinascere Villa Sciarra”.
Nel luglio 2025 Gualtieri e Alfonsi avevano inoltre partecipato al sopralluogo per l’inaugurazione del primo blocco dei restauri: allora risultavano completati interventi per 1,6 milioni di euro su fontane, statue e gruppi scultorei.
Dalle fontane restaurate… alle piante secche
Ed è questa l’immagine che rischia di diventare il simbolo dell’estate della Giunta Gualtieri: fontane restaurate e verde che chiede acqua. La riqualificazione monumentale può essere importante, i cantieri possono avere tempi diversi e l’ondata di caldo è un dato reale. Ma per un cittadino che guarda un alberello secco accanto a un tubo d’irrigazione apparentemente inutile, la distinzione tra progetto, finanziamento e manutenzione quotidiana diventa molto meno consolatoria.
A Villa Sciarra la promessa era la rinascita. Oggi, invece, sono i cittadini a fotografare arbusti secchi e a ricordare al sindaco Gualtieri e all’assessore Alfonsi che un albero non vive di rendering, inaugurazioni o milioni stanziati: vive d’acqua.
E se per salvarlo ad agosto devono ancora arrivare i volontari con le taniche e un’ordinanza d’emergenza del sindaco, la domanda più feroce è anche la più semplice: dopo tutti quei soldi e tutti quegli annunci, chi doveva pensare prima a innaffiarlo?



