Roma, allarme Call center, l’IA minaccia 1.200 posti: dopo la diffida (inascoltata) i sindacati attaccano Gualtieri, il caso in Commissione
A Roma almeno 1.200 lavoratrici e lavoratori dei call center sarebbero a rischio, secondo la Cgil, per l’avanzata dell’intelligenza artificiale e la progressiva riduzione delle attività affidate agli operatori: il Campidoglio apre oggi il dossier, ma l’allarme era già arrivato da mesi direttamente sulla scrivania del sindaco Roberto Gualtieri.
L’allarme arriva in Campidoglio
Questa mattina, lunedì 14 settembre, la Commissione capitolina Roma Capitale, Statuto e Innovazione tecnologica ha convocato in audizione le organizzazioni sindacali del settore. Al centro della seduta c’è la situazione del comparto CRM-BPO, che comprende call center e servizi esternalizzati di assistenza alla clientela, con particolare attenzione alle conseguenze dell’automazione e dell’intelligenza artificiale sui livelli occupazionali di Roma e del Lazio.
Quei 1.200 lavoratori in bilico
La cifra più pesante arriva dalla Cgil di Roma e Lazio e dalla Slc Cgil: nella Capitale sarebbero almeno 1.200 gli addetti esposti al rischio di perdere il posto. Non si tratta, quindi, di un dato ufficiale certificato dal Comune, ma di una stima sindacale. Dietro la crisi ci sarebbero il calo dei volumi, gli appalti sempre più compressi e l’introduzione di chatbot e sistemi automatici capaci di sostituire parte delle attività umane.
Il Campidoglio si muove soltanto ora
L’audizione rappresenta un primo passo, ma arriva dopo gli scioperi organizzati a luglio e dopo la richiesta esplicita rivolta dai sindacati anche a Roma Capitale. La convocazione odierna, inoltre, prevede soltanto l’ascolto delle organizzazioni dei lavoratori: nell’ordine del giorno non sono indicati un piano comunale, nuove risorse o interventi immediati per la riqualificazione professionale. L’amministrazione Gualtieri, per ora, accende i riflettori. Le soluzioni dovranno ancora arrivare.
L’ombra del bando “Chiama Roma”
Sul Campidoglio pesa anche un precedente. A gennaio Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil avevano diffidato il Comune, chiedendo il ritiro del bando per il contact center “Chiama Roma 060606”. Secondo i sindacati, nonostante un accordo sul lavoro tutelato negli appalti firmato nel novembre 2025 da Gualtieri, gli atti di gara indicavano il contratto delle cooperative sociali invece di quello delle telecomunicazioni, ritenuto maggiormente protettivo. Era una contestazione sindacale, non una pronuncia giudiziaria, ma il segnale politico era chiarissimo.
Adesso servono risposte vere
Roma non può governare da sola una rivoluzione tecnologica nazionale. Può però intervenire sui propri appalti, pretendere clausole sociali solide, promuovere formazione e riconversione e chiedere con forza un tavolo al Governo. La vera sfida per Gualtieri comincia adesso: dimostrare che l’intelligenza artificiale può migliorare i servizi senza trasformarsi nell’ennesima scorciatoia per risparmiare sulla pelle dei lavoratori.