Roma, allarme motoseghe a Forte Boccea: 11 alberi abbattuti, altri 18 nel mirino. Scoppia (di nuovo) il caso Trasparenza


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A Roma, nel cantiere di Forte Boccea, 11 cipressi sono già stati abbattuti e altri 18 alberi sono al centro delle preoccupazioni delle associazioni ambientaliste, che denunciano anche il mancato accesso all’area da parte del presidente della Commissione Trasparenza del Municipio XIII. La vicenda è esplosa il 7 ottobre, quando CURAA e SOS Roma hanno chiesto di fermare ulteriori tagli e rendere pubbliche tutte le perizie. Una riqualificazione urbana si trasforma così in un caso politico e ambientale.

Forte Boccea, il progetto da 2 milioni di euro

Il cantiere interessa le aree esterne dello storico Forte Boccea, trasferite a Roma Capitale nel marzo 2025. Il progetto, finanziato con circa 2 milioni di euro, prevede una piazza pubblica, spazi verdi attrezzati, parcheggi e il trasferimento del mercato rionale di via Urbano II. L’obiettivo dichiarato dal Campidoglio è restituire ai cittadini un’area rimasta inutilizzata per decenni. Ma proprio gli interventi sulle alberature stanno provocando uno scontro sempre più acceso.

Undici cipressi abbattuti, altri 18 alberi nel mirino

Secondo CURAA e SOS Roma, gli 11 cipressi sono già stati tagliati, mentre restano al centro delle contestazioni 17 eucalipti e un platano. Le associazioni chiedono di conoscere le condizioni effettive delle piante e le ragioni degli interventi. L’amministrazione, secondo quanto riportato dalla Rai il 28 settembre, ha motivato gli abbattimenti previsti con gravi difetti strutturali degli alberi e ha annunciato nuove piantumazioni. Per il platano ha invece indicato il trapianto, non l’abbattimento. Una distinzione importante, sulla quale gli ambientalisti chiedono comunque chiarezza.

Commissione Trasparenza fuori dai cancelli

A rendere ancora più delicata la vicenda è quanto sarebbe avvenuto il 7 ottobre. Secondo le associazioni, a Marco Giovagnorio, presidente della Commissione Trasparenza del Municipio XIII, sarebbe stato impedito l’accesso al cantiere durante un sopralluogo. Anche la successiva riunione della Commissione, sempre secondo CURAA e SOS Roma, non avrebbe fornito risposte sufficienti. Una circostanza denunciata pubblicamente, sulla quale manca una ricostruzione indipendente delle ragioni del mancato ingresso.

Il giallo delle perizie sugli alberi

Il punto più controverso riguarda i documenti tecnici. Le associazioni sostengono che le schede VTA del 2023, utilizzate per valutare stabilità e condizioni degli alberi, non risultino disponibili nella documentazione da loro esaminata. Negli atti del 2025, riferiscono, comparirebbe soltanto una tabella con 41 alberi valutati, dieci dei quali classificati C/D, cioè con criticità di stabilità di diversa gravità. Resta quindi da chiarire quali valutazioni abbiano giustificato ciascun intervento e se esistano ulteriori perizie aggiornate.

CURAA e SOS Roma chiedono lo stop

Le associazioni vogliono anche verificare le autorizzazioni legate ai vincoli paesaggistici, le eventuali valutazioni ambientali necessarie e le compensazioni previste per il verde eliminato. Sullo sfondo c’è la normativa europea sul ripristino della natura, che punta a salvaguardare e incrementare gli spazi verdi urbani. Non si tratta però di un divieto automatico di abbattimento dei singoli alberi. Il nodo è capire se tutte le procedure applicabili al progetto siano state rispettate e documentate.

Giannini attacca: «Aprire i cancelli avrebbe fugato ogni dubbio»

Daniele Giannini, ex presidente del Municipio XIII e portavoce di SOS Roma, giudica paradossale che un organismo istituzionale incaricato del controllo non abbia potuto visitare il cantiere. Chiede di conoscere le autorizzazioni, lo stato effettivo dei lavori e le eventuali modifiche al progetto originario. Jacopa Stinchelli, presidente CURAA, sollecita invece l’immediata sospensione di ulteriori abbattimenti fino alla pubblicazione delle perizie. Ora la questione arriva direttamente sul tavolo del Municipio XIII e del Campidoglio: dimostrare, carte alla mano, perché quegli alberi debbano essere rimossi.