Roma, altri alberi pubblici abbattuti in urgenza e senza programmazione: cittadini informati a intervento eseguito
Altri due alberi pubblici sono stati abbattuti a Roma con procedura d’urgenza, non si tratta di interventi programmati ma di tagli effettuati in urgenza. Secondo l’avviso pubblicato quest’oggi 28 maggio dal Dipartimento Tutela Ambientale i tagli sono già stati eseguiti. Il primo ha riguardato una Robinia pseudoacacia in via Ballarin, all’incrocio con via Maroso. Il secondo un cipresso in via Grotta Perfetta, all’incrocio con via Berto. Per entrambi la motivazione indicata dal Comune di Roma è la stessa: alberi “secchi in piedi”.
La sicurezza non si discute, ma l’urgenza interroga la politica
Nessuno può chiedere che un albero realmente pericoloso resti in piedi, mettendo a rischio persone, auto o abitazioni. Il punto è un altro: quando l’abbattimento urgente smette di essere un’eccezione e ricorre con frequenza, i cittadini hanno diritto di domandarsi se il patrimonio arboreo venga controllato e curato con sufficiente programmazione.
Il Regolamento del Verde distingue chiaramente gli interventi programmati, da comunicare almeno dieci giorni prima, dai casi di necessità e urgenza legati alla pubblica incolumità, per i quali è prevista una procedura speciale. Anche in questi casi, però, il Comune deve informare preventivamente i cittadini quando ciò sia possibile.
Gli avvisi arrivano, ma spesso non bastano a capire
Il nuovo episodio si inserisce in una sequenza già documentata dal nostro giornale. Il 22 maggio Roma aveva pubblicato un altro avviso urgente relativo a dodici alberi tra via delle Terme di Caracalla, viale Washington, viale Pietro Canonica, Parco della Resistenza, via dei Scipioni, Parco Acqua Acetosa Ostiense e via dei Concini. In quell’elenco comparivano anche tre alberi già abbattuti il 2 maggio e un cedro tagliato nella stessa giornata della pubblicazione. Per questi interventi la documentazione tecnica dettagliata esisteva, ma secondo il Comune risultava conservata “agli atti” del Dipartimento, senza essere allegata alla pagina consultabile online.

Il nodo vero: informazioni sparse e controlli difficili
Il paradosso è evidente. Per gli abbattimenti pubblici urgenti il cittadino può trovare avvisi sintetici, talvolta pubblicati quando il taglio è già stato eseguito. Mentre i dettagli tecnici restano custoditi negli uffici. Per gli interventi su proprietà private, invece, l’Albo Pretorio consente almeno di individuare autorizzazioni, localizzazione e numero degli esemplari coinvolti. Non significa che le informazioni sul verde pubblico siano del tutto assenti. Significa, però, che il sistema appare frammentato e poco agevole per chi vuole conoscere in modo tempestivo perché un albero pubblico venga rimosso e come sarà sostituito. E soprattutto per capire se davvero non esiste alternativa all’abbattimento.

Dal Gianicolo a Villa Ada, il dossier alberi si allarga
Il tema arriva dopo le recenti vicende raccontate da Il Nuovo 7 Colli: al Gianicolo, dove sono stati segnalati giovani alberi secchi dopo il restyling del 2025 e dove il Comune aveva comunicato l’abbattimento urgente di due platani essiccati. E a Villa Ada, dove il consigliere capitolino della Lega Daniele Giannini e l’associazione CURAA hanno denunciato in video la presenza di tronchi e alberi rimossi nell’area del nuovo accesso di via San Filippo Martire.
La trasparenza non può arrivare dopo le motoseghe
Il Regolamento capitolino stabilisce che gli alberi abbattuti debbano essere sostituiti entro un anno, oppure compensati quando il reimpianto nello stesso punto non sia possibile. Ma per ricostruire la fiducia non basta promettere una nuova pianta dopo ogni taglio. Roma ha bisogno di un quadro pubblico leggibile: localizzazione, valutazioni tecniche, ragioni dell’urgenza, data dell’intervento, sostituzioni previste e controllo dell’attecchimento. La sicurezza viene prima di tutto. Proprio per questo, però, deve essere dimostrabile e comprensibile, non affidata a poche righe pubblicate quando l’albero è già finito a terra.