Roma, Ama perde il suo Direttore Generale: dopo il dolore, Gualtieri dovrà scegliere il successore nel momento più delicato


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È morto Alessandro Filippi, direttore generale di Ama: aveva 56 anni e da tempo combatteva contro una malattia. La notizia, arrivata oggi 24 agosto, colpisce al cuore la municipalizzata dei rifiuti di Roma e apre, accanto al cordoglio, un problema inevitabile per il Campidoglio: capire chi dovrà raccogliere il testimone alla guida operativa dell’azienda proprio mentre Ama affronta una delle fasi più delicate della sua trasformazione, tra città sporca, erba da tagliare, inceneritore, etc.

Chi era Alessandro Filippi

Ingegnere meccanico e manager con una lunga esperienza nelle utility, Filippi era tornato alla direzione generale di Ama nel luglio 2023, dopo aver già ricoperto lo stesso incarico tra il 2014 e il 2016. Il suo compito non era di rappresentanza: il direttore generale è la figura che traduce gli indirizzi del Consiglio di amministrazione e del socio Roma Capitale nelle scelte operative dell’azienda. Fino agli ultimi mesi Filippi aveva continuato a seguire da vicino i dossier industriali di Ama.

Ora si apre il nodo della successione

Ma proprio il ruolo occupato da Filippi rende inevitabile la domanda che, nelle prossime ore, finirà sul tavolo di Ama e del Campidoglio. Nel pomeriggio del 24 agosto non risulta ancora annunciato pubblicamente un nuovo direttore generale né una soluzione definitiva per l’interim. Nel 2023 la scelta di Filippi era stata formalizzata dal Consiglio di amministrazione. Ora toccherà all’azienda stabilire come garantire continuità e con quali tempi individuare la nuova guida.

Ama è nel pieno della sua trasformazione

Il problema non può essere rinviato troppo a lungo. Ama, interamente partecipata da Roma, è impegnata nel Piano industriale 2024-2029, tra nuovi impianti, rinnovo dei mezzi, digitalizzazione e riorganizzazione dei servizi. Solo pochi giorni fa Filippi aveva ribadito l’obiettivo di completare entro fine anno i biodigestori di Cesano e Casal Selce, con mille problemi e inchieste che stanno travolgendo l’inceneritore Acea, che dovrebbe nascere su un terreno Ama su cui pende una inchiesta della Procura della Corte dei Conti del Lazio e una della Procura di Roma, poiché sarebbe stato pagato – proprio da Ama – più del valore di mercato.
Prima di approdare a Ama, Filippi tra l’altro si trovava in Acea, dove era stato lui a guidare la nascita del progetto del contestatissimo inceneritore Acea che dovrebbe sorgere su un terreno Ama.

Gualtieri adesso dovrà garantire continuità

Il dolore non può e non deve essere trasformato in una corsa alle poltrone. Ma la politica ha comunque una responsabilità precisa, ora: evitare che il vuoto lasciato al vertice operativo diventi un vuoto decisionale. Roma continua ogni giorno a produrre rifiuti, ad avere bisogno di raccolta, spazzamento, mezzi e impianti. Passato il momento del cordoglio, sarà quindi inevitabile chiedere al Campidoglio tempi chiari e una soluzione capace di non rallentare il percorso avviato.

Dopo Filippi, la responsabilità torna sul Campidoglio

Ed è qui che il dossier diventa politico. Gualtieri aveva fortemente sostenuto il ritorno di Filippi in Ama nel 2023, chiedendo un cambio di passo alla municipalizzata. Oggi quella stagione si interrompe in modo drammatico e imprevedibile. La qualità della successione dirà molto sulla solidità della macchina costruita in questi anni: se Ama saprà proseguire senza scosse, oppure se la perdita del suo direttore generale aprirà una fase di incertezza. Il prossimo nome, quando arriverà, non sarà dunque una semplice nomina: sarà una scelta di responsabilità per tutta Roma.