Roma, Spin Time, gli ex occupanti abusivi pretendono 7 dehors-fissi sui parcheggi blu al posto delle tende: FdI e Lega contro Gualtieri

Roma, Spin Time

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Roma, la vicenda Spin Time apre un nuovo fronte per Roberto Gualtieri: dopo l’incendio di fine luglio, l’evacuazione del palazzo e la battaglia sul futuro dell’immobile, che il Campidoglio vorrebbe comprare a 40 milioni più il costo di ristrutturazione, gli ex occupanti abusivi chiedono ora all’Amministrazione capitolina sette dehors fissi con pedane da installare al posto degli stalli blu davanti all’edificio di via Santa Croce in Gerusalemme, per continuare all’esterno attività sociali, sportelli e laboratori. E il Campidoglio dovrà decidere se, come e a quali condizioni concedere lo spazio pubblico.

Dal palazzo occupato ai sette dehors sulla strada

È l’ennesimo capitolo di una vicenda che sembrava già arrivata al limite. Spin Time occupava l’ex palazzo Inpdap dal 2013. Il principio d’incendio del 29 luglio ha costretto gli abitanti a uscire, mentre il rientro è rimasto precluso e il Comune ha avviato i ricollocamenti. Nel frattempo è saltata anche la soluzione-ponte proposta dal Campidoglio alla proprietà, Investire Sgr, nell’attesa di discutere un eventuale acquisto dell’immobile.

Ora il presidio potrebbe cambiare forma: non più tende e tendoni, ma sette strutture temporanee negli spazi oggi destinati alla sosta a pagamento, proprio davanti al palazzo. Prima resta il passaggio con le autorità di pubblica sicurezza; poi toccherà a Roma Capitale decidere sull’occupazione del suolo pubblico.

Il vero nodo: chi paga il suolo pubblico?

È qui che la questione smette di essere soltanto sociale e diventa inevitabilmente politica. Perché resta da chiarire con quale formula verrebbero assegnati quegli spazi: gratuitamente, valorizzando la ‘funzione sociale’ delle attività di Spin Time, oppure dietro pagamento di un canone come avviene normalmente per chi utilizza suolo pubblico? Nel documento di partenza non c’è ancora una risposta definitiva. Ed è proprio questo vuoto ad aver acceso lo scontro.

FdI chiede inoltre chi sarebbe formalmente il soggetto titolare della richiesta, quale regolamento verrebbe applicato e quale canone sarebbe eventualmente dovuto. Il deputato Paolo Trancassini parla di uno “schiaffo ai romani” se si arrivasse a un trattamento di favore rispetto a cittadini e commercianti che pagano imposte e occupazione di suolo pubblico. Il consigliere capitolino Federico Rocca chiede invece che valgano regole e procedure verificabili per tutti.

Anche la Lega attacca: Gualtieri stretto nel nuovo caso

Sul Campidoglio arriva anche l’attacco della Lega. Simonetta Matone contesta l’ipotesi che gli ex occupanti possano proseguire le proprie attività attraverso installazioni provvisorie davanti allo stabile, richiamando la posizione dei commercianti della zona che operano pagando tasse e canoni. È una linea politica netta, alla quale ora Gualtieri dovrà rispondere soprattutto con gli atti: autorizzazioni, condizioni e costi diranno molto più delle dichiarazioni.

Dopo il corteo, arriva la prova delle regole

Intanto la pressione non si ferma. Gli attivisti hanno già annunciato per il 19 settembre un corteo nazionale con partenza dai cancelli di Spin Time e l’intenzione di raggiungere la sede di Investire Sgr, mentre il giorno successivo è prevista un’assemblea.

Così, dopo anni di occupazione, l’incendio, l’evacuazione, il braccio di ferro sull’acquisto del palazzo e la lunga partita dei ricollocamenti, Gualtieri si ritrova davanti a una questione apparentemente più piccola ma politicamente esplosiva: sette dehors su suolo pubblico.

Perché ormai il punto non è soltanto salvare l’esperienza sociale di Spin Time. Il Campidoglio dovrà dimostrare, atti alla mano, se per Spin Time varranno esattamente le stesse regole che Roma chiede di rispettare a tutti gli altri.