Roma, anagrafe ancora nel caos, file nella notte per la carta d’identità, Azione: “Inaccettabile”
A Roma anche ottenere una carta d’identità elettronica può trasformarsi in una corsa a ostacoli. File nel cuore della notte, cittadini costretti ad arrivare prima dell’alba, sportelli presi d’assalto e pratiche contingentate. È questa la fotografia denunciata da Azione, che punta il dito contro il Campidoglio e parla apertamente di un sistema anagrafico ormai in tilt.
Non un’emergenza, ma un problema strutturale
Per i consiglieri capitolini Antonio De Santis e Flavia De Gregorio, il punto è chiaro: non si tratta di un picco temporaneo né di un disagio occasionale. Le code davanti agli uffici anagrafici sarebbero il segnale di una crisi strutturale, trascinata troppo a lungo e scaricata ogni giorno sui cittadini e sui dipendenti comunali.
Open day sotto accusa
Nel mirino finiscono anche le soluzioni straordinarie messe in campo per smaltire le richieste. Open day, aperture speciali e iniziative spot, secondo Azione, non bastano più. Il rischio, denunciano i consiglieri, è che il Campidoglio continui a inseguire l’emergenza con interventi visibili ma incapaci di risolvere il problema alla radice.
Cittadini e lavoratori sotto pressione
Il disagio non pesa solo sui romani in cerca di un documento essenziale. A pagare il prezzo del caos sono anche gli operatori degli uffici anagrafici, chiamati a reggere una pressione quotidiana sempre più difficile. De Santis e De Gregorio chiedono più personale, prenotazioni davvero efficienti, investimenti organizzativi e strumenti digitali capaci di rendere il servizio normale.
Il caso politico per il Campidoglio
La denuncia di Azione trasforma così l’anagrafe in un banco di prova amministrativo per Roma Capitale. Perché una città che ambisce a presentarsi come capitale europea non può costringere i cittadini a un’odissea per rinnovare un documento. Il messaggio al Campidoglio è netto: basta rincorrere le emergenze, servono interventi concreti e immediati.
“I romani hanno diritto a servizi normali”
La frase più dura è anche la più politica: i romani, sostengono De Santis e De Gregorio, non chiedono miracoli, ma servizi normali. Una carta d’identità non dovrebbe diventare una lotteria all’alba, né una prova di resistenza. Per Azione, il Campidoglio deve uscire dalla logica delle pezze provvisorie e affrontare finalmente un problema diventato endemico.