Roma, banda della minicar davanti ai magistrati: per i due minorenni arriva il giorno della verità
La banda della minicar che ha seminato paura per le strade di Roma arriva oggi, martedì 20 ottobre, davanti alla Procura per i minorenni: i due ragazzi di 16 e 17 anni, accusati anche di tentato omicidio, sono stati convocati per rispondere delle sei aggressioni compiute tra il 4 e il 5 ottobre. Una vicenda che ha sconvolto la Capitale, soprattutto per la gravità delle conseguenze subite dall’attore Davide Iacopini, ricoverato in ospedale dopo essere stato colpito mentre viaggiava in monopattino.
Roma, gli interrogatori della banda della minicar
Gli interrogatori sono fissati per oggi, a partire dalle ore 12. I due minorenni dovranno confrontarsi con le accuse di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. Il fascicolo è passato dalla Procura ordinaria a quella minorile, guidata da Giovanna Lebboroni. Al termine degli interrogatori, gli inquirenti valuteranno i prossimi passi, compresa l’eventuale richiesta di misure cautelari.
Sei aggressioni in due notti, poi la confessione
Secondo la ricostruzione investigativa, i due ragazzi avrebbero percorso le strade di Monteverde e Testaccio a bordo di una minicar, prendendo di mira passanti e persone in bicicletta o monopattino. Sei le aggressioni contestate. Una volta identificati dai carabinieri e dalla Polizia Locale, avrebbero ammesso le proprie responsabilità, sostenendo di aver agito per gioco e per noia. Una spiegazione che contrasta drammaticamente con le conseguenze delle violenze.
L’attore Davide Iacopini gravemente ferito
L’episodio più grave riguarda Davide Iacopini, colpito il 5 ottobre mentre attraversava Monteverde in monopattino. Un calcio sferrato dalla minicar lo avrebbe fatto cadere violentemente sull’asfalto, provocandogli lesioni gravissime. L’attore è stato ricoverato all’ospedale San Camillo, dove ha affrontato anche interventi chirurgici. Secondo le informazioni diffuse questa mattina, si trova ancora ricoverato in gravi condizioni. Il suo ferimento rappresenta il punto centrale dell’accusa di tentato omicidio.
Ora la Procura deve decidere
Gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti della minicar anche attraverso immagini e accertamenti tecnici. Sono stati sequestrati dispositivi elettronici per verificare l’eventuale presenza di filmati o conversazioni sulle aggressioni. Ma il passaggio più delicato arriva proprio oggi: la Procura minorile dovrà valutare le dichiarazioni dei due indagati e l’eventuale necessità di limitarne la libertà.
La vicenda lascia aperta una domanda inquietante: come sia stato possibile trasformare una serie di aggressioni contro sconosciuti in quello che i protagonisti avrebbero descritto come un semplice divertimento. Per i due ragazzi, però, le conseguenze giudiziarie potrebbero essere tutt’altro che uno scherzo.