Roma, banda della minicar: l’attore Davide Iacopini si risveglia dopo 23 giorni, resta in Terapia intensiva


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L’attore Davide Iacopini ha ripreso conoscenza dopo 23 giorni dall’aggressione subita a Roma, nel quartiere Monteverde, per mano della cosiddetta banda della minicar. Una svolta importante per il 42enne, noto per aver recitato in Diaz e Suburra, ricoverato dal 5 ottobre all’ospedale San Camillo. Dopo due delicati interventi neurochirurgici, l’attore è finalmente vigile, riconosce gli stimoli e interagisce con medici e familiari. Le sue condizioni migliorano, ma la prognosi resta riservata.

La svolta dopo due operazioni alla testa

La notizia arriva oggi, mercoledì 28 ottobre. I medici hanno progressivamente ridotto la sedazione, accompagnando Iacopini verso il risveglio. L’attore si trova ancora in Terapia intensiva, ma il trasferimento in un reparto ordinario potrebbe essere vicino. Una prospettiva impensabile nelle ore immediatamente successive all’aggressione, quando il grave trauma cranico aveva reso necessari due interventi chirurgici. Accanto a lui, durante il ricovero, sono rimasti i familiari arrivati da Genova.

Monteverde, l’aggressione mentre tornava a casa

Tutto comincia la sera del 5 ottobre, intorno alle 22.15. Iacopini sta rientrando a casa in monopattino dopo una cena con alcuni colleghi. Percorre via Anton Giulio Barrili, a Monteverde, quando viene affiancato da una minicar nera. Secondo la ricostruzione investigativa, il passeggero sedicenne avrebbe afferrato e deviato il manubrio, facendolo precipitare contro un’automobile parcheggiata e successivamente sull’asfalto. L’impatto alla testa è violentissimo. Tre studenti trovano l’attore ferito e intervengono per soccorrerlo.

Sei aggressioni e due minorenni sotto accusa

Quella sera, secondo gli investigatori, Iacopini non sarebbe stato l’unico bersaglio. Tra il 4 e il 5 ottobre vengono ricostruite complessivamente sei aggressioni tra Monteverde e Testaccio. Nel mirino finiscono pedoni, ciclisti e persone in monopattino. I presunti responsabili sono due ragazzi di 16 e 17 anni, successivamente individuati dai carabinieri e dalla polizia locale. La Procura per i minorenni contesta loro, a vario titolo e in concorso, tentato omicidio, lesioni aggravate e percosse. Si tratta di accuse ancora da accertare definitivamente.

Le spiegazioni dei ragazzi e il peso dell’inchiesta

Ascoltati dai magistrati il 20 ottobre, i due adolescenti hanno risposto alle domande per circa tre ore. Secondo quanto emerso, avrebbero sostenuto di non aver voluto ferire nessuno, richiamando anche alcuni video visti su TikTok. Una spiegazione che non ridimensiona la gravità delle contestazioni. La Procura dovrà chiarire le responsabilità individuali e valutare gli sviluppi giudiziari. Intanto, dal San Camillo arriva il primo segnale concreto di speranza: Davide Iacopini è sveglio, ma la battaglia per il pieno recupero non è ancora conclusa.