Roma, baraccopoli a ridosso del Tevere a due passi dal ponte dell’Industria: bombole, fili scoperti, rifiuti e incendi, “Qui si rischia” (FOTO)
Non è solo degrado. È una città parallela, nascosta tra le canne del Tevere, dove la notte si accendono fuochi e di giorno si smontano cavi elettrici. A pochi passi da case e uffici, in zona Marconi, a due passi dal Ponte dell’Industria e dal Gazometro, è spuntata una baraccopoli abusiva che preoccupa residenti e associazioni. Un piccolo villaggio nascosto, con tanto di generatore elettrico e bombole a gas per cucinare. Una “mini città” dentro Roma, costruita lontano dagli sguardi ma non abbastanza da restare invisibile.
Una mini città abusiva tra Marconi e il Ponte dell’Industria
Superato il Ponte della Scienza, lungo gli argini del fiume, prende forma un insediamento che sembra improvvisato ma non lo è affatto. Una decina di baracche, mimetizzate nel canneto. Dentro c’è tutto: un generatore di corrente, bombole a gas per cucinare, giacigli, materiali recuperati. Fuori, invece, si accumula di tutto. Rifiuti, rottami, oggetti abbandonati, compresi dei trofei vinti da chissà chi e ora messi in esposizione su un vecchio mobile all’aria aperta. Coppe che hanno visto bei momenti e che adesso sono testimoni di un degrado senza fine. Accanto cumuli di immondizia, tra cui anche un monopattino, un paio di vecchie biciclette, alcuni passeggini. Oggetti che raccontano vite passate, oggi inghiottite dal degrado. Diventate una lunga scia di ciarpame e rifiuti di tutti i tipi che arriva fino al fiume. E scende fino in acqua, inquinando il Tevere.
Il rischio incendi
Ad accorgersi che in quest’area c’era qualcosa che non andava sono stati i residenti, all’allarmati dal fumo che, sistematicamente, vedevano salire dal canneto soprattutto la sera. Le numerose segnalazioni hanno allertato Piergiorgio Benvenuti e Luca Emanuele dell’associazione Ecoitaliasolidale, che hanno deciso di fare un sopralluogo e documentare la situazione. “Il problema non è solo la baraccopoli o la discarica a cielo aperto, già gravi, ma qui siamo dentro un canneto, con un rischio incendio altissimo”, dichiarano. “Sul posto, infatti, vengono lavorati anche cavi elettrici: la plastica viene bruciata o dispersa, mentre il rame viene recuperato. Il risultato è una scia di inquinamento che arriva fino al fiume. I fuochi accesi e la presenza di bombole a gas rendono l’area ad alto rischio, soprattutto per la vicinanza con abitazioni e infrastrutture”.
Come dimenticare che il 2 ottobre 2021 un incendio danneggiò gravemente il Ponte dell’Industria e che proprio sotto quel ponte c’erano baracche simili?
Le minacce durante il sopralluogo
Chi vive lì non vuole interferenze. E, durante il sopralluogo, Piergiorgio Benvenuti e Luca Emanuele sono stati minacciati da uno degli occupanti delle baracche. “Ci ha inseguiti e intimato di non fare foto. È grave che esistano zone di fatto interdette ai cittadini“. E adesso i due chiedono un intervento urgente. Non solo per lo sgombero, ma anche per la bonifica ambientale della golena del Tevere. Perché quella che oggi appare come una realtà nascosta, in realtà è sotto gli occhi di tutti. Basta passare di lì al tramonto, quando il fumo si alza tra le canne e racconta una storia che Roma conosce fin troppo bene.





















