Roma, benzina e gasolio “annacquati” nelle rimesse Atac: Santori (Lega) chiede conto a Gualtieri
Il caso sollevato da Fabrizio Santori porta direttamente dentro le rimesse Atac: il consigliere-capogruppo capitolino della Lega sostiene che sarebbe stata riscontrata acqua nel carburante utilizzato per i mezzi dell’azienda e chiede al sindaco Roberto Gualtieri di chiarire se ci siano stati danni, chi dovrà sostenerne il costo e se sia stata presentata una denuncia.
Il caso entra nelle rimesse Atac
L’intervento politico di Santori accende i riflettori su una questione che, se confermata nei suoi dettagli, riguarderebbe direttamente la gestione quotidiana della flotta del trasporto pubblico romano. Il punto, però, va tenuto distinto dalle accuse: al momento non risultano nelle fonti pubbliche consultate elementi indipendenti sufficienti per stabilire quantità di acqua eventualmente rilevate, numero dei mezzi coinvolti, rimesse interessate o ammontare dei possibili danni.
Per questo il cuore della vicenda, almeno in questa fase, è la richiesta di trasparenza.
Santori: «Gualtieri dica chi paga»
Santori chiama direttamente in causa il Campidoglio e pone una serie di domande precise. Vuole sapere anzitutto se Atac abbia accertato formalmente la presenza di acqua nel carburante e se l’anomalia abbia provocato guasti o fermi tecnici sui mezzi.
Poi arriva la questione economica: nel caso in cui vi siano stati danni effettivi, chi ne sosterrà il costo? Atac, dunque indirettamente l’azienda pubblica, oppure il soggetto eventualmente responsabile della fornitura o della contaminazione?
È uno dei passaggi più delicati, perché trasforma una possibile anomalia tecnica in una questione di responsabilità e di tutela delle risorse pubbliche.
Il nodo della denuncia
Il consigliere della Lega pone poi un’altra domanda: è stata sporta denuncia?
Un interrogativo che Santori lega alla necessità di ricostruire l’origine dell’eventuale contaminazione e stabilire se si sia trattato di un problema nelle cisterne, nella fornitura o in un altro passaggio della catena di approvvigionamento.
Casi di carburante contaminato da acqua possono effettivamente provocare seri problemi meccanici: proprio il 23 settembre, in un episodio completamente distinto avvenuto a Crotone, la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 13mila litri di gasolio dopo avere rilevato oltre il 4% di acqua, nell’ambito di accertamenti partiti dalle segnalazioni di automobilisti per danni ai veicoli.
Ora servono numeri, atti e responsabilità
Ed è qui che il caso romano arriva al punto decisivo. Non basta sapere se sia stata trovata acqua: servono dati verificabili. Quanti mezzi sarebbero stati coinvolti? In quali rimesse? Quali controlli sono stati eseguiti sulle cisterne? Esistono perizie, contestazioni al fornitore o richieste di risarcimento?
Sono queste le informazioni che possono trasformare una denuncia politica in un quadro documentato.
Fino a quel momento, la presenza di carburante contaminato nelle rimesse Atac resta una circostanza denunciata politicamente da Santori e da verificare nelle sue dimensioni concrete. Ma le domande poste al Campidoglio sono già sul tavolo: se ci sono stati danni ai bus, Roma dovrà sapere quanto valgono e soprattutto chi sarà chiamato a pagarli.
