Roma, bonifica infinita all’ex Mira Lanza: dopo gli annunci di Gualtieri il conto (per i romani) schizza già a 3,6 milioni tra parco e edifici
Roma, la bonifica dell’ex Mira Lanza via Luigi Pierantoni 7 continua ad allungarsi e, dopo gli annunci della Giunta Gualtieri dei mesi e anni sacorsi, il conto pubblico messo in campo da Roma supera ormai i 3,6 milioni di euro tra messa in sicurezza, bonifica, progettazione del Parco Papareschi e nuove verifiche sugli edifici. L’ultimo tassello arriva quest’oggi 20 agosto: altri 139.403,26 euro rigorosamente pubblici, quindi a carico dei contribuenti romani, per campionamenti, analisi, valutazione del rischio ambientale e, se necessario, perfino un nuovo Progetto Operativo di Bonifica dei fabbricati.
Il dato va letto con precisione. Non significa che oltre 3,6 milioni siano già stati tutti materialmente pagati, né che il Comune stia finanziando due volte la stessa bonifica. Significa però che, dopo oltre 3,5 milioni di euro già spesi dal Comune per il recupero dell’area in cui insiste l’ex complesso Mira Lanza, Roma deve ora mettere sul tavolo un’ulteriore procedura da 139mila euro. E il capitolo ambientale dell’ex fabbrica, a più di un anno dagli annunci, resta ancora aperto.
Agosto 2026, spuntano altri 139mila euro
La novità è contenuta negli atti più recenti. Il 7 agosto 2026 il Dipartimento Programmazione Urbanistica ha pubblicato un affidamento diretto da 139.403,26 euro per l’“Area Mira Lanza – Edifici”. L’incarico comprende campionamenti e analisi, la redazione dell’Analisi del Rischio e, come prestazione opzionale, il Progetto Operativo di Bonifica. Le offerte scadono oggi, 20 agosto alle 12, mentre l’apertura è prevista il 25 agosto.
È proprio la parola “Edifici” a rendere politicamente pesante il nuovo atto. Mentre da mesi il Campidoglio racconta il futuro dell’ex stabilimento come polo universitario per Roma Tre, con studentato e parco pubblico, sui vecchi fabbricati servono ancora verifiche ambientali specifiche per stabilire quale sia la situazione e quali ulteriori interventi possano rendersi necessari.
Il conto sale oltre quota 3,6 milioni
L’ultimo affidamento, del resto, si aggiunge al quadro economico presentato pubblicamente dallo stesso Campidoglio nel giugno 2025. Allora Roma – e la Giunta Gualtieri – parlava di un investimento di oltre 3,5 milioni di euro: 800mila euro per rimozione dei rifiuti e messa in sicurezza e 2,75 milioni per bonifica e progettazione, compresa la sistemazione del futuro Parco Papareschi.
Sommando a quelle risorse il nuovo affidamento da 139mila euro, il valore pubblico complessivamente messo in campo supera dunque 3,6 milioni di euro, centesimo in più, centesimo in meno. Non tutto riguarda lo stesso intervento e non tutto può essere definito spesa già liquidata, ma il dato politico resta: mentre il progetto di rinascita continua a essere raccontato, il costo delle operazioni preliminari e ambientali continua a crescere.
Giugno 2025: Gualtieri annunciava la bonifica
Per capire perché il nuovo affidamento pesa, bisogna tornare al 16 giugno 2025. Quel giorno Roma annunciò ufficialmente l’avvio della bonifica dell’ex Mira Lanza alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e degli assessori Maurizio Veloccia, Sabrina Alfonsi e Tobia Zevi.
Il comunicato parlava di rimozione dei rifiuti, messa in sicurezza, eliminazione della vegetazione e recinzione del complesso. E indicava tempi apparentemente circoscritti: circa tre-quattro mesi, più un altro mese per prelievi e caratterizzazione dei terreni da sottoporre ad Arpa Lazio. Una volta liberato e messo in sicurezza, spiegava allora il Campidoglio, il sito sarebbe stato consegnato a Roma Tre.
Nello stesso annuncio l’amministrazione precisava che le attività di caratterizzazione erano già state “avviate e concluse” e che Eni Rewind era stata incaricata del progetto di bonifica e sistemazione del Parco Papareschi, atteso entro l’estate 2025.
Dai mesi promessi a oltre un anno di lavori e verifiche
È qui che il racconto politico comincia a scontrarsi con il calendario. Nel giugno 2025 il Campidoglio scandiva la prima fase in pochi mesi. Ma nel marzo 2026, nove mesi dopo, era ancora Roma a spiegare che proprio “in questi giorni” stava iniziando la messa in sicurezza dei fabbricati, con la rimozione delle parti degradate e dei rifiuti all’interno degli edifici.
Non significa automaticamente che il cronoprogramma sia stato violato in ogni sua parte: le attività possono riguardare fasi e porzioni diverse dell’area. Ma una cosa è certa. La bonifica dell’ex Mira Lanza si è rivelata molto più lunga e articolata rispetto alla fotografia restituita dagli annunci iniziali. E adesso, nell’agosto 2026, arriva un’altra procedura ambientale proprio sui fabbricati.
Roma Tre aspetta la rinascita dell’ex fabbrica
Nel frattempo l’operazione politica è andata avanti. Il 9 aprile 2026 l’Assemblea Capitolina ha approvato definitivamente la concessione d’uso dell’ex Mira Lanza all’Università Roma Tre: 30 anni rinnovabili e concessione gratuita, con riqualificazione, manutenzione e gestione a carico dell’Ateneo.
Il progetto è ambizioso: circa 300 posti letto, foresteria per visiting professor, spazi culturali e didattici e il futuro Parco Papareschi, esteso per circa 1,5 ettari. Roma Tre dovrebbe investire circa 30 milioni di euro nella trasformazione. Ma prima del nuovo campus c’è ancora la vecchia fabbrica. E gli atti di agosto dimostrano che almeno sul fronte ambientale degli edifici la partita non è finita.
Non due interventi identici, ma una bonifica che continua e quasi… infinita
Il punto va tenuto al riparo dalle semplificazioni. Dagli atti disponibili non risulta che Roma stia pagando per la seconda volta esattamente le stesse lavorazioni. Il percorso avviato in precedenza comprendeva rifiuti, messa in sicurezza, caratterizzazioni e progettazione della bonifica e del Parco Papareschi; il nuovo affidamento riguarda espressamente gli edifici e include una nuova Analisi del Rischio e l’eventuale progetto operativo di bonifica.
Ma la sostanza politica non cambia. Nel giugno 2025 Gualtieri metteva la faccia sull’avvio della bonifica e il Campidoglio indicava tempi nell’ordine di pochi mesi. Nell’agosto 2026 il valore delle risorse pubbliche messe in campo supera i 3,6 milioni di euro e sugli edifici servono ancora analisi per stabilire se occorrerà un ulteriore progetto di bonifica.
La Mira Lanza del futuro — studenti, università, parco e nuovi spazi pubblici — resta l’obiettivo dichiarato. Quella del presente, però, racconta una storia meno brillante: più di un anno di operazioni, un conto pubblico che continua a crescere e un dossier ambientale che, almeno sui fabbricati, non ha ancora trovato la parola fine.