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ZTL Roma, stretta sui disabili, in 26mila a rischio: per le famiglie prima di partire scatta il “valzer delle auto” online


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Dal 22 agosto a Roma cambia concretamente la vita di chi utilizza il contrassegno disabili per attraversare ZTL e corsie preferenziali: una sola automobile, quella indicata come “principale”, sarà automaticamente autorizzata al passaggio. E mentre mancano poche ore alla svolta, Roma Servizi per la Mobilità registra ancora circa 26mila CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo) )con tre targhe associate. Non significa che quei contrassegni diventeranno invalidi, ma che per migliaia di famiglie scegliere l’auto giusta diventerà decisivo.

Una sola auto “attiva” per attraversare la ZTL

Le nuove regole riducono da tre a due i veicoli associabili al CUDE, distinguendoli tra targa principale e secondaria. Dal 22 agosto soltanto la principale sarà autorizzata automaticamente ad attraversare varchi e corsie riservate, sempre con il titolare del contrassegno a bordo. La seconda auto resta associata, ma per usarla bisognerà prima renderla principale attraverso l’applicativo web.

Per 26mila CUDE decide il criterio automatico

Il dato che pesa è quello diffuso da Roma Mobilità, a 48 ore dall’entrata in vigore delle nuove regole: circa 26mila utenti hanno ancora tre targhe associate al CUDE e 17.414 non hanno indicato quale debba essere la principale. I due numeri non vanno sommati, perché le platee possono sovrapporsi. Per chi non sceglie scatterà il criterio automatico: verrà eliminata la vettura con immatricolazione più vecchia e la più recente diventerà principale.

Ma una famiglia non è fatta di una sola automobile

Ed è qui che dalla burocrazia si passa alla vita vera. Una persona con disabilità può aver bisogno di essere accompagnata dal coniuge, da un figlio, da un altro familiare o caregiver. Può dover raggiungere una ASL, uno studio medico, un centro sportivo o un servizio sociale, oppure semplicemente uscire e vivere la città. Dal 22 agosto, però, chi usa il veicolo secondario dovrà ricordarsi prima di entrare in ZTL di renderlo principale. La domanda è inevitabile: si sta davvero semplificando la mobilità delle persone fragili o si aggiunge un nuovo adempimento a chi avrebbe bisogno di meno ostacoli?

SPID, CIE e sportello: il digitale è davvero accessibile a tutti?

Roma Mobilità spiega che le operazioni online si effettuano con SPID o Carta d’identità elettronica. Esistono anche lo sportello di via Silvio D’Amico 38, i patronati convenzionati e funzioni dedicate a tutori e persone sottoposte a tutela. Ma resta una domanda concreta: quanto è davvero agevole questa procedura per un anziano, per chi ha difficoltà con il digitale o per una famiglia già impegnata nell’assistenza quotidiana, per un fragile? Per cambiare automobile non basta più prendere le chiavi: prima bisogna verificare che la targa giusta sia attiva, nel sistema online di Roma.

E se si dimentica il cambio? Il nodo delle multe

È qui che si apre il fronte più delicato. Dopo il 21 agosto solo la targa principale resta autorizzata al passaggio. Chi entra in ZTL con la vettura secondaria senza averla prima resa principale rischia quindi che quella targa non risulti autorizzata. Parlare già oggi di una futura “pioggia di multe” sarebbe scorretto, perché non esistono dati che lo dimostrino. Ma il rischio di sanzioni per chi sbaglia auto o dimentica il cambio digitale è reale.

La stretta era davvero indispensabile così?

Il principio della targa attiva, va precisato, non nasce esclusivamente a Roma: anche la piattaforma nazionale CUDE prevede una targa attiva e una seconda vettura da attivare quando serve. Il vero interrogativo è quindi un altro: Roma ha accompagnato abbastanza questa transizione? Se alla vigilia dell’entrata a regime restano circa 26mila CUDE con tre targhe e oltre 17mila utenti non hanno ancora indicato la principale, il problema non può essere ridotto a una pratica amministrativa.

Dietro ogni targa ci sono persone, accompagnatori, anziani e famiglie che organizzano visite, assistenza e vita quotidiana. E una riforma destinata proprio alle persone con disabilità dovrebbe essere giudicata soprattutto su questo: quanto rende più semplice muoversi, non quanto è semplice per l’amministrazione controllare un varco.