Roma Capitale dei poveri dimenticati, quasi un giovane su due senza studio né lavoro: i numeri Istat


Contenuti dell'articolo

Roma è una Capitale dove, in alcune zone, quasi un giovane su due non studia e non lavora, mentre intere famiglie vivono con redditi molto bassi: è la fotografia delle disuguaglianze che emerge dai dati Istat sul disagio socioeconomico, aggiornati al 2023 e diffusi nell’ottobre 2026. Una realtà che chiama direttamente in causa le politiche sociali della Giunta Gualtieri. Dietro la Roma dei grandi cantieri e della riqualificazione urbana esiste una città nella quale trovare un lavoro e costruirsi un futuro rimane particolarmente difficile.

Villaggio Falcone, il 45% dei giovani è fuori da scuola e lavoro

Il dato più impressionante arriva da Villaggio Falcone, nella periferia orientale. Qui il 45,2% dei giovani tra 15 e 29 anni non studia e non lavora. Non basta. Il 53,8% delle persone tra 25 e 64 anni vive in famiglie caratterizzate da un basso livello di istruzione. L’indice Istat del disagio raggiunge 111,70 punti, contro una media cittadina fissata a 100. Numeri che raccontano quanto sia difficile spezzare il legame tra condizioni familiari, istruzione e opportunità lavorative.

Tor Bella Monaca, una persona su due in famiglie a basso reddito

La situazione è particolarmente delicata anche a Tor Bella Monaca, nell’area dei cosiddetti ferri di cavallo di via dell’Archeologia. Secondo l’elaborazione dei dati Istat, il 50,6% delle persone considerate vive in famiglie a basso reddito. Tra i residenti dai 25 ai 64 anni, la quota degli occupati si ferma al 55,7%. Un quadro che va oltre l’aspetto degli edifici e delle strade: il problema è garantire alle persone concrete possibilità di migliorare le proprie condizioni economiche e sociali.

Da Quartaccio a Cesano, la povertà attraversa la Capitale

Le difficoltà non si fermano alla periferia est. A Quartaccio, nella zona nord-occidentale, risulta occupato soltanto il 54,2% dei residenti tra 25 e 64 anni. Nelle aree rurali di Cesano, invece, la quota di persone appartenenti a famiglie a basso reddito raggiunge il 51,4%. E a Casale Caletto il 23,5% degli studenti rientra nell’indicatore che considera abbandoni scolastici e ripetenze. La mappa del disagio comprende complessivamente 34 aree urbane, con situazioni diverse anche all’interno degli stessi quartieri.

Gualtieri e le periferie: i cantieri non bastano a cancellare le disuguaglianze

La Giunta Gualtieri ha avviato importanti interventi di riqualificazione, soprattutto a Tor Bella Monaca, dove sono in corso investimenti finanziati anche dal PNRR per recuperare alloggi e spazi pubblici. Sarebbe sbagliato ignorarli. Ma ristrutturare gli edifici e contrastare la povertà non sono la stessa cosa. I dati Istat, riferiti al 2023, fotografano problemi che attraversano più amministrazioni e non consentono, da soli, di misurare gli effetti degli interventi successivi. Resta però una questione politica: quali risultati concreti sta ottenendo il Campidoglio sul lavoro giovanile, sull’istruzione e sul sostegno alle famiglie?

La sfida per il Campidoglio: non lasciare indietro un’altra generazione

La distanza tra le diverse Rome non può essere affrontata soltanto con nuovi cantieri, inaugurazioni e programmi di rigenerazione urbana. Servono scuole capaci di contrastare l’abbandono, servizi sociali accessibili e opportunità di formazione e lavoro. Per questo i nuovi dati Istat rappresentano un banco di prova per Gualtieri: il sindaco dovrebbe spiegare quali risorse siano destinate alle 34 aree individuate, con quali obiettivi e quali risultati verificabili. Perché la vera trasformazione della Capitale non si misurerà soltanto dagli edifici rimessi a nuovo, ma anche dal numero di giovani che riusciranno a costruirsi una vita autonoma.