Roma, caro parcheggi Atac: da oggi sosta notturna a pagamento nei primi tre siti, altri possono seguire. 80 cents l’ora anche per gli abbonati
Da oggi, 1° ottobre, a Roma si paga anche per lasciare l’auto durante la notte dentro tre parcheggi di scambio Atac mentre le strutture sono chiuse e la macchina, fino alla riapertura, non può essere ritirata. È l’ultimo tassello della nuova politica della sosta avviata dall’amministrazione Gualtieri: la tariffa parte da Annibaliano, Conca d’Oro e Jonio e colpisce anche chi possiede un abbonamento Metrebus mensile o annuale.
Ottanta centesimi l’ora, anche con il Metrebus
Il meccanismo è semplice. Dal lunedì al venerdì, tra le 00.15 e le 5.15, lasciare l’auto all’interno dei tre parcheggi costa 80 centesimi per ogni ora o frazione. Nel fine settimana la fascia interessata va dalle 2.15 alle 5.15. Cinque ore complete significano quindi fino a 4 euro a notte. La novità riguarda anche gli abbonati Metrebus, per i quali fuori dalla fascia notturna la sosta continua invece a essere gratuita.
C’è però un particolare destinato a far discutere: durante quelle stesse ore il parcheggio è chiuso. L’automobile rimane dentro e non può essere prelevata fino alla riapertura. Il pagamento, dunque, non compra la possibilità di entrare e uscire liberamente: serve semplicemente a mantenere il veicolo in sosta durante la chiusura.
Non è una misura isolata
La novità non arriva dal nulla. La nuova disciplina della sosta approvata dal Campidoglio aveva già previsto espressamente l’introduzione di una tariffa notturna nei parcheggi di scambio, compresi gli utenti muniti di carta Metrebus annuale. Lo stesso piano contempla inoltre l’ampliamento delle aree a pagamento, la riattivazione delle strisce blu a Conca d’Oro e l’introduzione della tariffazione nell’area della stazione Jonio.
È la stessa linea che Il Nuovo 7 Colli ha seguito negli ultimi mesi raccontando il nuovo piano della sosta e l’installazione dei 7.514 sensori elettronici destinati a monitorare gli stalli a pagamento. Il piano capitolino prevede inoltre la trasformazione di circa 16mila posti oggi bianchi in stalli tariffati, mentre altre aree della città vengono progressivamente inserite nel sistema della sosta a pagamento.
Dal parcheggio di scambio alla nuova politica della sosta
La spiegazione ufficiale è chiara: i parcheggi di scambio devono servire soprattutto a chi lascia l’auto per proseguire sui mezzi pubblici, evitando che vengano utilizzati stabilmente come garage privati. È questa la motivazione indicata per l’introduzione della tariffa notturna.
Ma resta un dato altrettanto concreto: dal 1° ottobre Roma Capitale amplia ulteriormente il perimetro della sosta a pagamento. E lo fa cominciando proprio da strutture nate per favorire l’interscambio tra automobile e trasporto pubblico.
Il precedente è significativo. Quando Annibaliano venne inaugurato, Roma Capitale indicava per i parcheggi di scambio interni all’anello ferroviario una tariffa di 2 euro per le prime 12 ore e 3 euro fino a 16 ore, mentre gli abbonati al trasporto pubblico potevano parcheggiare gratuitamente. Oggi quella gratuità resta durante il giorno, ma si interrompe durante la notte.
E Annibaliano, Conca d’Oro e Jonio potrebbero essere soltanto l’inizio. La disciplina capitolina prevede infatti un’applicazione più ampia della tariffazione notturna ai parcheggi di scambio dotati dei necessari sistemi automatizzati. La prima notte a pagamento, quindi, racconta qualcosa di più grande di tre semplici parcheggi: racconta una nuova Roma della sosta, nella quale gli spazi gratuiti si restringono e quelli tariffati avanzano progressivamente.