Roma, case Enasarco, Santori (Lega) attacca il Campidoglio: “Spese condominiali fino a 500 euro al mese”
L’acquisto degli immobili Enasarco da parte di Roma Capitale torna al centro dello scontro politico. L’operazione nasce con l’obiettivo di aumentare il patrimonio pubblico destinato alle case popolari. Il Campidoglio ha avviato il percorso per acquistare 1.040 alloggi, con una spesa complessiva stimata intorno ai 250 milioni di euro. La prima tranche riguarda 336 appartamenti già rogitati, mentre altri 702 dovrebbero essere acquisiti nel corso del 2026.
Il nodo delle spese condominiali
A sollevare il caso è Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina. Secondo l’esponente leghista, il problema non riguarda solo il prezzo di acquisto degli immobili, ma anche i costi successivi. In diversi complessi indicati nelle liste, tra Cassia, Nuovo Salario, Prati Fiscali, Settecamini e Axa, le spese condominiali sarebbero molto alte: in alcuni casi tra 200, 300 e fino a 500 euro al mese. Il tema riguarda servizi come portineria, riscaldamento centralizzato, giardinaggio e cura delle aree comuni.
La domanda politica: chi paga?
Per Santori, questi costi rischiano di essere poco compatibili con l’edilizia residenziale pubblica. Il punto, secondo la Lega, è semplice: se gli assegnatari non riuscissero a sostenere le spese, potrebbero nascere morosità nei condomìni misti, con conseguenze per residenti, amministrazioni condominiali e Comune. Il timore espresso è che, alla fine, Roma Capitale possa essere chiamata a coprire una parte dei costi, facendo ricadere il peso sulle casse pubbliche e quindi sui cittadini.
I condomìni misti e le verifiche
Il tema dei condomìni misti era già entrato nel dibattito istituzionale. Dopo l’approvazione della Delibera Capitolina n. 240 del 2025, in Municipio è stata discussa anche una proposta per un percorso di supervisione, coesione sociale e monitoraggio legato all’acquisizione degli immobili Enasarco da destinare all’edilizia residenziale pubblica. Il Campidoglio, da parte sua, ha previsto una valutazione di impatto sociale nei contesti in cui la presenza di alloggi popolari supera il 15% del totale.
La richiesta della Lega
Santori chiede ora di fermare le delibere di acquisto, parlando di un’operazione “economicamente insostenibile” e potenzialmente dannosa per cittadini e bilancio pubblico. La sua posizione è netta: prima di procedere con nuove acquisizioni, il Comune dovrebbe chiarire costi reali, sostenibilità delle spese condominiali e conseguenze sui residenti già presenti. Il caso resta aperto e tocca un punto centrale: trasformare immobili privati in case popolari può aiutare l’emergenza abitativa, ma solo se i costi restano davvero sostenibili.