Roma, cassonetti in fiamme e sanpietrini contro la polizia: scontri al Celio, il corteo di studenti, pro Pal e sindacati finisce nel caos


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Roma vive un altro pomeriggio ad alta tensione: cassonetti incendiati, barricate improvvisate, pietre e bottiglie lanciate contro le forze dell’ordine trasformano una parte del corteo del 30 ottobre in scontri nel cuore della Capitale, a pochi passi dal Colosseo. Non l’intera manifestazione, ma un gruppo di alcune centinaia di persone, molte con il volto coperto, si è staccato dalla marcia principale dando origine ai disordini.

Gli incappucciati si staccano dal corteo

Il punto di rottura arriva nella zona del Celio e di via Claudia. Secondo le ricostruzioni disponibili, circa 300 manifestanti si allontanano dal percorso e si dirigono verso Villa Celimontana. Parte del gruppo indossa cappucci e, in alcuni casi, maschere antigas. Contro il cordone delle forze dell’ordine partono oggetti, pietre e bottiglie. Gli agenti intervengono con cariche di alleggerimento e lacrimogeni.

Barricate e cassonetti incendiati vicino al Colosseo

La tensione sale ancora. Vengono spostati cassonetti per creare barricate e alcuni vengono dati alle fiamme, formando una cortina di fumo lungo le strade vicine al Colosseo. Le cronache riferiscono anche di arredi urbani danneggiati. Dopo gli scontri, diversi incappucciati riescono a rientrare nel corteo principale. Scene pesanti, soprattutto perché avvengono in una delle zone più frequentate da residenti e turisti della Capitale.

Una Capitale blindata per tutta la giornata

Il rischio di infiltrazioni violente era stato segnalato già prima della manifestazione. Colosseo, Circo Massimo, Termini e i ministeri erano tra gli obiettivi maggiormente sorvegliati, mentre migliaia di operatori delle forze dell’ordine erano stati mobilitati. Il passaggio dei cortei ha inoltre provocato chiusure, deviazioni del trasporto pubblico e forti ripercussioni sulla viabilità del centro.

Dalla protesta agli scontri, l’immagine che resta

La mobilitazione Usb contro guerra, riarmo e carovita aveva raccolto migliaia di persone. Gli organizzatori hanno parlato di 100mila partecipanti, cifra che resta una loro stima e non un dato certificato dalle autorità.

Ma a segnare il pomeriggio romano sono soprattutto le immagini arrivate dal Celio: volti coperti, fuoco in strada, lanci contro gli agenti e barricate a poche centinaia di metri dal Colosseo. Ancora una volta, nel cuore della Capitale, una manifestazione è stata accompagnata dall’azione di gruppi che hanno scelto lo scontro, imponendo alla città un nuovo pomeriggio di massima allerta.