Roma, centri massaggi a “luci rosse”: reclutavano ragazze per farle prostituire su appuntamento, 3 arresti
Sembravano centri massaggi, ma dietro nascondevano qualcosa di molto più “hot”. Dietro quelle insegne anonime, infatti, c’era una vera e propria rete che reclutava donne e le inseriva in un circuito di prostituzione organizzata. Dopo mesi di indagini, la Polizia Locale di Roma Capitale ha smantellato l’organizzazione e arrestato tre persone.
Il sistema: centri massaggi e prostituzione organizzata
Tutto è iniziato nel 2024, da alcuni centri massaggi “a luci rosse” della Capitale. Luoghi che, dietro un’apparenza legale, nascondevano attività ben diverse. Gli agenti del GSSU (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana) hanno seguito i movimenti, incrociato dati, osservato dinamiche. Passo dopo passo, è emerso un sistema criminale con ramificazioni in diverse città italiane. Al centro, il reclutamento di donne di nazionalità cinese, destinate a lavorare nelle case di appuntamento sotto il controllo dell’organizzazione.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno ricostruito il funzionamento del gruppo. Le abitazioni venivano gestite come vere e proprie strutture dedicate alla prostituzione, con un’organizzazione finalizzata allo sfruttamento. Un meccanismo che si reggeva su controllo, gestione dei contatti e flussi continui di clienti. Un’attività che generava guadagni costanti e difficili da tracciare. Nei primi mesi del 2025 i caschi bianchi romani hanno sequestrando migliaia di euro, oltre a numerosi dispositivi telefonici e informatici utilizzati per gestire contatti e appuntamenti.
Gli arresti: coppia fermata a Roma, terzo uomo a Latina
A oltre un anno dall’avvio dell’indagine, nei giorni scorsi gli agenti hanno rintracciato e arrestato i tre indagati. Si tratta di una donna cinese di 50 anni e di un uomo italiano di 47 anni, coniugi, fermati a Roma e trasferiti rispettivamente nei carceri di Rebibbia e Regina Coeli. Il terzo arrestato, un cittadino cinese di 56 anni, già sottoposto all’obbligo di dimora a Latina, è stato bloccato con il supporto della Squadra Mobile della Questura di Latina e condotto nel carcere del capoluogo pontino.