Roma, chiusa la casa di riposo irregolare “Casa Carlotta”: sigilli alla struttura, trasferiti 24 anziani
Gli anziani accompagnati fuori uno a uno, le ambulanze davanti all’ingresso, i sigilli scattati dopo ore di operazioni. A Torre Maura, nel VI Municipio di Roma, si è chiusa così la vicenda di “Casa Carlotta”, la struttura per anziani finita al centro di verifiche e polemiche per presunte irregolarità amministrative e sanitarie. Per tutta la giornata sono state portate avanti le procedure di sgombero e trasferimento degli ospiti, dopo il provvedimento disposto dal Municipio VI e il successivo sequestro preventivo della struttura da parte della Procura di Roma.
L’operazione è andata avanti per ore. E non senza difficoltà. Già il giorno precedente, durante le prime fasi dello sgombero, due agenti della Polizia Locale di Roma Capitale erano rimasti feriti dopo momenti di tensione con il personale della struttura.
La chiusura della struttura e il trasferimento degli anziani
Il provvedimento di chiusura è stato eseguito dagli agenti della Polizia Locale, insieme al NAS dei Carabinieri, ai servizi sociali e agli operatori del Dipartimento Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale. In campo circa 70 operatori, tra personale del gruppo SPE, GSSU, VI Gruppo Torri e il NAE, il nucleo specializzato nell’assistenza alle persone fragili. La decisione di chiudere la struttura è arrivata dopo accertamenti che avrebbero evidenziato la mancanza dei titoli autorizzativi necessari per ospitare anziani.
All’interno di Casa Carlotta erano presenti 24 ospiti. Alcuni sono stati riaffidati ai familiari, mentre gli altri sono stati trasferiti in strutture individuate dai servizi sociali del Campidoglio. Due persone, invece, sono state accompagnate in ospedale per ulteriori accertamenti sanitari. Durante il trasferimento, gli operatori hanno cercato di mantenere un contatto costante con gli anziani, molti dei quali visibilmente disorientati per quanto stava accadendo.
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Sigilli a “Casa Carlotta”
Al termine delle operazioni sono stati messi i sigilli alla struttura, eseguiti nell’ambito del provvedimento di sequestro preventivo disposto dalla Procura di Roma. Una vicenda che riporta ancora una volta l’attenzione sul tema delle strutture per anziani abusive e sui controlli legati alla sicurezza delle persone più fragili. Ma quello che ci si chiede è come sia stato possibile che una struttura che accoglie e ospita persone anziane e fragili abbia continuato a operare fino ad oggi senza che nessuno intervenisse prima.
