Roma, Cimitero Flaminio nel degrado: fontanelle a secco, bagni impraticabili e zanzare. Forza Italia attacca il Campidoglio
Al Cimitero Flaminio di Roma persino portare un fiore e prendersi cura della tomba di un familiare rischia di trasformarsi in un percorso a ostacoli: fontanelle segnalate senz’acqua, servizi igienici in condizioni giudicate inaccettabili, sporcizia, vegetazione infestante e una forte presenza di zanzare sono al centro della nuova denuncia di Forza Italia contro la gestione dei servizi cimiteriali della Capitale.
Fontanelle a secco, il gesto più semplice diventa un problema
A sollevare il caso sono la capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini e Michel Emi Maritato. La denuncia parte dalle segnalazioni raccolte tra chi frequenta il camposanto di Prima Porta: persone spesso anziane che arrivano con fiori, vasi e piccoli attrezzi per sistemare le sepolture e che, secondo quanto riferito dai due esponenti azzurri, si trovano davanti anche punti d’acqua chiusi o non funzionanti.
Non è un dettaglio. In un cimitero l’acqua serve per pulire una lapide, riempire un vaso o mantenere una pianta. Proprio per questo Mussolini e Maritato chiedono una verifica urgente del funzionamento delle fontanelle e dei punti di approvvigionamento idrico.
Bagni, vegetazione e zanzare: il quadro si allarga
Ma il problema denunciato non si ferma ai rubinetti. Forza Italia parla anche di servizi igienici in cattive condizioni, aree con manutenzione insufficiente, vegetazione infestante e presenza massiccia di zanzare. Da qui la richiesta al Campidoglio di effettuare un sopralluogo, intensificare pulizia e controllo dei bagni e intervenire con disinfestazioni e manutenzione nelle zone maggiormente interessate.
L’attacco politico è diretto: per Mussolini e Maritato si tratta di servizi che dovrebbero rientrare nell’ordinaria amministrazione e che, a loro giudizio, Roma Capitale oggi non starebbe riuscendo a garantire adeguatamente.
Il Campidoglio conosceva già le criticità
C’è però un particolare che rende la vicenda ancora più pesante. Le condizioni problematiche del Cimitero Flaminio non erano sconosciute all’Amministrazione.
Il 7 aprile 2025 Roma Capitale, presentando il nuovo contratto di servizio 2025-2027 con Ama per i servizi cimiteriali, aveva scritto nero su bianco che il Flaminio, il più grande cimitero romano, presentava “notevoli criticità delle condizioni degli edifici”. La Giunta aveva quindi dato mandato di avviare progettazione e pianificazione di interventi strategici di manutenzione straordinaria e ristrutturazione.
Nello stesso documento il Campidoglio ricordava una programmazione complessiva per la valorizzazione e riqualificazione dei cimiteri capitolini con oltre 21 milioni di euro di stanziamenti, cifra riferita all’intero piano e non soltanto al Flaminio.
Lavori annunciati, ma il degrado quotidiano resta il vero test
Al Flaminio risultavano inoltre già in corso interventi per l’impermeabilizzazione dell’edificio semicircolare, la manutenzione delle pavimentazioni e la realizzazione di tre nuove linee dell’impianto crematorio. Sono opere importanti, ma appartengono a un piano diverso dal problema quotidiano denunciato oggi dai visitatori: acqua, pulizia, bagni, verde e insetti.
Ed è proprio qui che la polemica diventa più difficile da liquidare come semplice battaglia di partito.
Perché una Capitale può programmare milioni di investimenti e grandi ristrutturazioni, ma il giudizio dei cittadini si forma anche davanti a un rubinetto che non funziona o a un bagno pubblico lasciato in condizioni indecorose.
Il Cimitero Flaminio custodisce la memoria di migliaia di famiglie romane. E la domanda che Forza Italia ora consegna al Campidoglio è elementare: prima ancora delle grandi opere, perché non garantire almeno l’ordinaria dignità dei luoghi?