Roma, strage di alberi abbattuti, Italia Nostra: “Gualtieri inganna i cittadini, per la scienza il debito verde durerà 30 anni”

Gualtieri, in primo piano, sullo sfondo i pini abbattuti del Vittoriano

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La guerra sugli alberi di Roma entra in una nuova fase: dopo che il Campidoglio ha rivendicato oltre 67mila (presunte) nuove alberature contro circa 29mila abbattimenti, Italia Nostra – la nota associazione ambientalista – attacca frontalmente la narrazione della Giunta Gualtieri e sostiene in un comunicato stampa diffuso quest’oggi 12 agosto che mettere sullo stesso piano un grande albero adulto e una giovane, spesso giovanissima pianta, significhi raccontare solo metà della storia e prendere in giro i cittadini, dribblando quanto dice la scienza. Roma – secondo Italia Nostra – calcola infatti un saldo positivo di circa 37.800 esemplari.

Italia Nostra: «Il doppio non compensa»

L’associazione non contesta tanto l’aritmetica del Campidoglio quanto il criterio utilizzato: contare semplicemente quanti alberi entrano e quanti escono. Un albero adulto, sostiene Italia Nostra, produce già ombra, raffrescamento, assorbimento di carbonio e habitat. Una pianta giovane dovrà invece crescere per molti anni prima di sviluppare funzioni anche solo paragonabili. Ed è proprio questo il punto sul quale la ricerca scientifica offre basi solide: i benefici prodotti dagli alberi aumentano con dimensioni, chioma, biomassa e crescita.

Il controverso rapporto “uno a cento”!

Italia Nostra spinge il ragionamento fino a indicare, come stima del valore ecologico perduto, un rapporto medio di uno a cento tra un albero maturo e una nuova piantina. Non esiste però un coefficiente scientifico universale che permetta di affermare che ogni albero adulto equivalga esattamente a cento giovani alberi. Specie, età, dimensioni, salute e posizione cambiano enormemente il risultato. Resta però valido il principio di fondo: sostituire un grande albero con uno giovane non restituisce immediatamente gli stessi servizi ambientali.

Il problema sollevato da Italia Nostra, però, è un altro: un saldo numerico positivo non dimostra automaticamente un saldo ecologico positivo nel presente.

Gualtieri e Alfonsi nel mirino

È l’ennesimo capitolo di una polemica che ormai accompagna la gestione del verde della Giunta Gualtieri e dell’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, ancora oggi titolare della delega capitolina. Il Campidoglio ha investito risorse ingenti, compreso l’accordo quadro da 100 milioni per il triennio 2024-2026, e rivendica un cambio di passo nella manutenzione.

Ma proprio mentre l’Amministrazione prova a trasformare i numeri delle piantumazioni nella risposta definitiva alle contestazioni, Italia Nostra sposta il bersaglio: non quanti alberi, ma quali alberi, di quale grandezza e capaci di produrre quali benefici oggi.

Il vero conto si farà fra decenni

L’associazione chiede quindi a Gualtieri di dire apertamente che il recupero delle funzioni ambientali perdute richiederà decenni, arrivando a indicare come orizzonte il 2055-2060. Chiede inoltre di privilegiare, quando tecnicamente possibile, conservazione, espianto e reimpianto degli esemplari adulti e pretende garanzie sulla manutenzione delle nuove alberature.

Italia Nostra paventa perdite fino al 50% nei primi tre anni senza cure adeguate.

La battaglia, dunque, non può essere chiusa con una sottrazione. Gualtieri può rivendicare di aver piantato più alberi di quanti ne siano stati abbattuti. Italia Nostra replica, con un argomento ambientalmente e scientificamente fondato inoppugnabile, che due soli alberelli mal innaffiati non restituiscono domani quello che un grande albero garantiva ieri.

Ed è qui che lo slogan del “doppio” della Giunta Gualtieri rischia di diventare un boomerang: perché il verde urbano non si misura soltanto contando tronchi.

Si misura soprattutto contando ombra, chiome, anni e tempo perduto.